Su Etichettatura Cioccolato Puro: Paolo De Castro, presidente della Commissione agricoltura del Parlamento Ue ed Eugenio Guarducci, presidente di Eurochocolate

Su Etichettatura Cioccolato Puro: Paolo De Castro, presidente della Commissione agricoltura del Parlamento Ue ed Eugenio Guarducci, presidente di Eurochocolate

By Redazione

Alfredo Clerici, su sollecitazioni e richieste di consumatori, ritorna sull’argomento con un commento che riporta  affermazioni di Eugenio Guarducci, presidente di Eurochocolate e Paolo De Castro, presidente della Commissione agricoltura del Parlamento Ue.

Ecco l’articolo:

Cioccolato “puro”: condanna della Corte UE, conclusione inevitabile

L’Italia condannata dalla Corte di Giustizia

Cioccolato “puro”: conclusione inevitabile

© NEWSFOOD.com – 26/11/2010

(Alcuni stralci di premessa)

  …..le disposizioni relative all’etichettatura dei prodotti alimentari sono di pertinenza comunitaria, quindi i singoli Stati Membri non possono darsi regole “personalizzate” che contrastino con le norme UE.

….«contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao» sia un’indicazione più che sufficiente a garantire al consumatore “di esercitare il diritto di scelta in maniera consapevole e responsabile”…..

I prodotti di cioccolato che… contengono grassi vegetali diversi dal burro di cacao, possono essere immessi in commercio in tutti gli Stati membri, a condizione che la loro etichettatura … rechi la menzione ben visibile e chiaramente leggibile: «contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao».


Ed ecco il “commento al commento” di un lettore di oggi, 6 dicembre:

Dott. Alfredo Clerici

Segnalo al sig. Cusumano, che ringrazio per il commento, le dichiarazioni di Eugenio Guarducci, presidente di Eurochocolate:

“Stupisce che la notizia relativa alla condanna del nostro paese da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sull’introduzione dell’aggettivo ‘puro’ a fianco della parola cioccolato sull’etichettatura dei prodotti italiani abbia suscitato tutto questo clamore. Dobbiamo domandarci piuttosto quali sono state in questi anni, mentre si aspettava di ricevere la sanzione, le azioni che il nostro Paese ha messo in atto, non tanto per tutelare il cioccolato italiano ed i suoi consumatori ma per proteggere la cultura di un prodotto di qualità a livello
internazionale.  E’ mancata una sensibilizzazione politica costante che poteva riportare all’esclusione dei grassi vegetali dalla ricetta originaria del cioccolato, che deve prevedere solo massa e burro di cacao.”

Quali le azioni che l’Italia ha messo in atto? Facile: se una norma non ci piace, ce ne scriviamo un’altra per conto nostro.

Così, sull’argomento, Paolo De Castro, presidente della Commissione agricoltura del Parlamento Ue:

“In tema di etichettatura gli Stati membri dell’Ue non hanno nessuna facoltà, quindi tutte le norme approvate nei parlamenti nazionali in materia di etichettatura saranno regolarmente prese e messe nel cassetto. Quando capiremo ciò  risparmieremo tempo e lavoreremo magari per cambiare quello che non ci piace nel dispositivo europeo. Per l’etichettatura parliamo di norma, non di regolamento: è come quando diciamo ‘mettiamo un dazio su tali importazioni’.
Sono solo chiacchiere perché uno stato membro Ue non può mettere dazio. Tutta la materia commerciale è devoluta all’Europa. L’Europa funziona così e dobbiamo accettare le sue regole, a meno di non mettere in discussione la nostra appartenenza alla Comunità.”

Non saprei se Guarducci e De Castro abbiano “altri motivi” per esprimersi in questo modo.

Per quanto riguarda le mie motivazioni, lascio giudicare i lettori.

Et de hoc satis.

Dott. Alfredo Clerici
Tecnologo Alimentare

Newsfood.com

 

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD