Strategie per una Politica 2.0
15 Dicembre 2009
Lunedì 14 dicembre 2009, ore 20, via S. Francesco da Paola a Torino, Meetup DbCompany.
Parla Marco Addonisio, Coordinatore 6° commissione Ecologia ed Ambiente – Verde Pubblico – A.E.M. – A.A.M. – A.M.I.A.T della circoscrizione 8 (Cavoretto, Borgo Po, San Salvario) del Comune
di Torino, nonchè giovane politico 2.0.
Nella semplicità del suo discorso si evince quale sarà il futuro della politica e le fasi del suo processo evolutivo: un maggiore contatto con il pubblico attraverso le tecnologie
“social oriented”, la comprensione dello strumento “internet” quale aggregatore di opinioni e stili di pensiero, l’inevitabile decadere progressivo di altre forme di comunicazione e
presenzialismo ormai obsolete a favore dell’immediatezza della rete.
Già la figura del presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, è simbolo di una politica 2.0: la campagna elettorale, nonché le maggiori comunicazioni relative al
suo mandato, stanno tenendo rigorosamente conto della forza di diffusione garantita da Internet e soprattutto dell’immediatezza di verifica dei trend dell’opinione pubblica.
Noi abbiamo identificato alcuni elementi che trasformano un politico in “POLITICO 2.0” e vi invitiamo “in ottica di condivisione di idee” a segnalarci quali sono secondo voi ulteriori elementi
che lo rendono “politically web correct”.
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Il politico 2.0 usa internet come uno strumento attraverso il quale riesce a mettersi in contatto molto più in profondità con il suo interlocutore votante.
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Il politico 2.0 è consapevole che la sua presenza su Internet deve essere “immacolata”: lo “scheletro nell’armadio”, se e qualora ci fosse, è rintracciabile attraverso una
semplice ricerca con Google. -
Il politico 2.0 conosce il potere dell’informazione e di quanto egli debba essere veritiero nelle sue affermazioni: la potenzialità data da Internet consente a terzi, a fronte di
affermazioni mendaci, di screditare la figura che le ha proferite. -
Il politico 2.0 sa che la sua politica deve essere “social oriented”: strumenti quali Facebook, Twitter, FriendFeed descrivono attraverso gruppi, fan page i trend dell’opinione pubblica.
Essi servono per analizzare gli scontenti, le necessità, i problemi, il grado di informazione e di utilità che è percepito in relazione alle iniziative politiche, la
credibilità dell’individuo, la passione e costanza che il politico 2.0 stesso mette nell’effettuare il suo mandato. -
Il politico 2.0 alterna comunque ancora un presenzialismo “classico” e territoriale a quello telematico, ma lo condisce con la tecnologia: la sua presenza deve essere testimoniata
attraverso video/foto e resa fruibile e visibile su Internet.
Lasciamo a voi lettori spazio per ulteriori commenti oltre ad uno spunto per chi fra voi abbia intenzione di cimentarsi nella “politica 2.0”.





