Staminali embrionali che producono globuli rossi. Più vicino il sangue artificiale

Staminali embrionali che producono globuli rossi. Più vicino il sangue artificiale

Globuli rossi prodotti da cellule staminali embrionali. Questo il risultato di una ricerca dell’Università di Edimburgo, diretta dal dottor Marc Turner e finanziata con denaro del
Wellcome Trust.

L’equipe del dottor Turner ha lavorato con più di 100 embrioni soprannumerari, rimasti inutilizzati all’interno di cliniche per il trattamento dell’infertilità. In questo modo
sono state create diverse linee di staminali embrionali; una di queste (RC-7) è stata trasformata prima in cellule staminali del sangue poi convertita in globuli rossi con emoglobina(il
pigmento che trasporta l’ossigeno).

Il lavoro degli studiosi, non ancora completato, mira ad individuare cellule cellule geneticamente programmate per trasformarsi in sangue del gruppo zero negativo: ricevibile da tutti, ma
presente solo nel 7% degli abitanti del Pianeta.

Turner e colleghi sono solo una delle squadre che partecipano ad un progetto del Wellcome Trust: 3 milioni di sterline di finanziamento con l’obiettivo finale di un milioni di litri di sangue
artificiale l’anno. Se il tutto andrà a buon fine, il sangue artificiale cancellerà i problemi di donazioni carenti e del rischio di infezione tramite trasfusioni. Inoltre, il
sistema di produzione all’esame del team di Edimburgo renderà possibile disposizione milioni di unità utilizzando un solo e unico embrione “base”.

Come spiega Jo Mountford, ricercatrice all’università di Glasgow che ha collaborato al lavoro, “Abbiamo prodotto cellule con emoglobina, che sono chiaramente rosse, e per questo siamo
contenti. Abbiamo percorso il 90% della strada che conduce a ottenere globuli rossi totalmente differenziati e crediamo di riuscire a ottenere in breve tempo cellule adulte adatte ai primi test
sull’uomo”. Se tutto andrò secondo i piani, i trial clinici dovrebbero iniziare entro 5 anni.

Fonte: “Science show highlights how stem cells can produce blood”, The University of Edimburg, 25/07/010

Matteo Clerici

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