Spezie e storia dell’uomo a Expo 2015, tra cardamomo, cannella, pepe, zenzero, chiodi di garofano, noce moscata…

Spezie e storia dell’uomo a Expo 2015, tra cardamomo, cannella, pepe, zenzero, chiodi di garofano, noce moscata…

Alimentazione medievale21 gennaio 2015… 100 giorni esatti all’apertura di Expo 2015

Ad Expo Milano 2015 si parlerà anche del mondo delle spezie
Noi, esseri umani del desiderio, tra cardamomo e cannella.
Quando si era ragazzini, sia alle elementari che alle medie, ma anche alle scuole superiori in fondo, si faceva davvero fatica a comprendere come, nei secoli passati, così tanti esseri umani intraprendessero interminabili viaggi per mari sfidando le tempeste,  percorsi a piedi o a cavallo, tra predoni, catene montuose e deserti, solamente per poter avere, ad esempio, qualche granello di pepe.
A questa domanda, logica e cristallina come solo quelle che si hanno in gioventù, risponderà, nell’ambito degli eventi collegati a Milano Expo 2015, il professor Benno Albrecht,  proveniente dallo IUAV di Venezia e responsabile scientifico nonché coordinatore delle ricerche del padiglione internazionale.

Benno Albrecht
Come giustamente ricorda Paolo Foschini nell’articolo “Le spezie del piacere”, apparso a pag. 28 su “Il Corriere della Sera” di mercoledì 21 gennaio, Gaston Blachelard, uno dei massimi filosofi della poesia contemporanei, amava ripetere ai suoi studenti della Sorbonne: “L’uomo è creatura del desiderio, non della necessità, e proprio per questo è più eccitante conquistare il superfluo che l’indispensabile”.

E cosa c’è di più superfluo delle spezie, ovvero di un qualcosa che non è basilare per il nutrimento e che aggiunge soltanto gusto ad una pietanza. Eppure, seguendo le peripezie che l’uomo, nel corso dei secoli, ha effettuato per poter “possedere quel superfluo”, si può fare, in una certa misura, la Storia dell’essere umano.
Cartina mediorienteTutto è cominciato, se proprio bisogna dare un inizio, intorno al 1450 a.c., allorquando la regina egizia Hatsheput, assieme ad un manipolo di soldati e mercanti, discese sino alla mitica terra di Punt (luogo imprecisato situato nel Corno d’Africa), perché soltanto colà crescevano in modo spontaneo i rarissimi arbusti d’incenso. E che cosa, se non “bramosia delle spezie”, spinse Marco Polo a peregrinare in lungo e largo per tutta l’Asia, arrivando perfino in Cataio (l’odierna Cina)?

La storia delle spezie, con lunghi viaggi che mercanti e navigatori dovettero effettuare per averle, è quindi una storia di scoperte e di conquiste. Conquiste e scoperte che possono talvolta essere state giudicate malamente, soprattutto in chiave religiosa. Infatti, ricorda lo stesso Foschini nel suo articolo, Bernardo di Chiaravalle prima, e Martin Lutero poi, ammonirono rudemente l’uso smodato delle spezie.

Cena sontuosa rinascimentoD’altronde, sempre alle medie, i professori o le professoresse di Storia non ci hanno forse raccontato di come in epoca medioevale, ma ciò poi si è prolungato per larga parte del Rinascimento, i grandi signori si ammantavano della propria ricchezza proponendo agli ospiti bevande “letteralmente ricolme di spezie, soprattutto quelle più rare”? Bevande pressoché imbevibili, ma non era questo il senso: si voleva affermare il proprio status offrendo le spezie più rare e lontane, e quindi conseguentemente più difficili e costose da avere.
La Storia dell’essere umano insomma è anche storia del desiderio, sospeso tra cardamomo e cannella.

Mattia Nesto
Newsfood.com

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