Buon anno 2015… l’anno che verrà, sarà migliore? Noi diciamo di Sì

Buon anno 2015… l’anno che verrà, sarà migliore? Noi diciamo di Sì

Ogni fine anno a tutti noi viene in mente la canzone di Lucio Dalla che prevede l’anno che verrà. Sembrerebbe banale quindi un editoriale su questo tormentone che da 25 anni si ripete inutilmente perché, invece di migliorare, le cose si ingarbugliano sempre di più e la vita è sempre più difficile.

Forse ci sbagliamo ma qualcosa si sta muovendo.
Premettiamo che è da diversi anni che non crediamo più agli stregoni dell’economia, della finanza, tanto meno ai politici.
E’ anche difficile conciliare l’opulenza e gli sprechi di chi ci governa (senza esclusione, dai presidenti e dirigenti dei piccoli enti, cooperative, associazioni -specie quelle No Profit- e le loro “mission” di solidarietà, aiuti, ecc … ai super dirigenti, Presidenti, Magistrati, Amministratori delegati, Commissari Straordinari, Superconsulenti, Mega-Direttori, …) con le evidenti necessità di ritrovare un equilibrio di ripartizione delle risorse.

L’Italia, l’Europa, il Mondo intero non sono in crisi per mancanza di risorse ma perché ci sono orchi voraci che hanno, e continuano ad accumulare, ricchezze impoverendo interi Paesi e i loro popoli, sia in quello che era considerato il terzo mondo che in quello cosiddetto “moderno”. Non contenti dell’accumulo, si permettono anche il lusso di sprecare a dismisura, senza alcun ritegno.

Perché diciamo che quest’anno che sta per arrivare potrebbe essere davvero l’inizio “dell’anno che verrà”?

Da pochi ma significativi indizi, dai piccoli cambiamenti, dalla determinazione di chi oggi è al timone del bastimento Italia. E ovviamente dal coro di consensi intorno, senza il quale non si potrebbe fare nulla.
La strada è erta e lunga ma si comincia a parlare di licenziamenti dei fannulloni, di ridurre i “diritti acquisiti … intoccabili” come le Pensioni d’Oro.
Chissà se arriveremo un giorno a considerare un lavoratore dipendente dell’impresa privata (ora un plebeo), parificato ad un “lavoratore” del Pubblico Impiego con scatti automatici e pensioni da nababbo … oltre a “consulenze”, incarichi di favore e benefit vari. 
Chissà se un giorno il grande transatlantico della macchina dello Stato riuscirà a consumare meno di quanto produce…
Noi crediamo di sì, noi crediamo nel risveglio delle coscienze di tutti coloro che vogliono essere protagonisti del futuro delle nuove generazioni.
Crediamo nei giovani, crediamo in un Nuovo Rinascimento dei Valori.

Il 2015 ci dà anche un’opportunità che non possiamo trascurare: l’Expo, una vetrina dove le nostre eccellenze (e le nostre mancanze) saranno in mostra a disposizione di tutto il mondo.

Nel 2015 sarà quindi tre volte Natale e festa tutto il giorno? … non vogliamo questo ma una vita più vivibile dove le famiglie abbiano ancora la gioia di fare figli senza il timore di non poterli mantenere, dove gli imprenditori abbiano ancora voglia di investire le loro risorse economiche e personali in attività che offrano possibilità di mantenere vivo quel tessuto di micro e media economia che sono la base di un Paese.

Non aspettiamo però che tutto ci arrivi dall’alto. Cerchiamo anche noi di fare la nostra parte, dal cercare di ridurre gli sprechi in casa nostra al cercare di migliorare i rapporti con i nostri famigliari e con il nostro prossimo. Dedichiamo più tempo ai nostri ragazzi. Rinunciamo volontariamente a qualche spesa che potrebbe essere superflua: un nuovo smartphone, un paio di scarpe o un vestito della moda del momento… e perché no, rinunciamo a qualche pranzo “stellato”, in particolare modo in quei locali dove si paga tanto fumo al prezzo dell’arrosto, e proviamo a riscoprire le trattorie tradizionali (quelle autentiche, non quelle taroccate).

NOTE: “L’anno che verrà”, testi e musica di Lucio Dalla
Era il 1979 quando Lucio Dalla partorì “l’anno che verrà”, un testo ironico con contenuti fantastici e irrealizzabili ma prorompenti di speranza, quella Speranza che solo un artista sognatore può esternare senza tema di essere deriso; la Speranza che ci dà la spinta per proseguire a vivere e costruire un mondo migliore. Una Speranza che  un giorno, come per incanto, potrebbe diventare realtà.

Nel ’79 è caduto il muro di Berlino, una speranza giudicata “impossibile” solo pochi anni prima e Madre Teresa di Calcutta, oggi Beata, ebbe il Nobel per la Pace.

Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c’è una grossa novità,
l’anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.

Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,
e si sta senza parlare per intere settimane,
e a quelli che hanno niente da dire
del tempo ne rimane.

Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.

Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.

E si farà l’amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare.

E se quest’anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch’io.

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com

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