“Sparkling Identikit” Carpenè Malvolti il neonato Petit Manseng sbaraglia gli avversari affascinando le 3 sommelier della Guida Vini Buoni d’Italia

“Sparkling Identikit” Carpenè Malvolti il neonato Petit Manseng sbaraglia gli avversari affascinando le 3 sommelier della Guida Vini Buoni d’Italia

By Redazione

Carpenè Malvolti ha battezzato a Vinitaly 2010 Petit Manseng, il sesto nuovo protagonista del progetto “L’Arte Spumantistica”. Un battesimo fortunato, che ha avuto come madrina l’inviata
di Rai1 Festa Italiana Camilla Nata, suggellato dalla Gran Menzione attribuitagli al suo esordio nel 18° salone internazionale dell’enologia.

 

Appena nato e già “fuori dal nido”. Il Petit Manseng ha dovuto affrontare la sua prima sfida fronteggiando altri cinque spumanti “blasonati” nello Sparkling Identikit che si è
tenuto ieri pomeriggio presso lo stand Carpenè Malvolti (Pad 5, Stand B5), una degustazione alla cieca condotta da una giuria d’eccezione.

 

Hanno infatti degustato e valutato le diverse tipologie di spumante tre sommelier dell’AIS Veneto come Marco Tinello di Vighizzolo d’Este (PD), Gian Paolo Breda di Mirano (VE) e il Sommelier
del Veneto 2010 Massimo Zardo di Cittadella (PD) insieme a tre rappresentanti della guida Vini Buoni d’Italia capitanate da Aurora Endrici – sommelier, Donna del Vino, coordinatrice delle
commissioni di assaggio per la regione Veneto della Guida edita da Touring Club, libera professionista nel campo della comunicazione enogastronomica – Annie Martin Stefanatto e Anne Lizotte,
due esperte sommelier degustatrici del team della guida Vinibuoni d’Italia, curata da Mario Busso e Luigi Cremona con Alberto Dragone direttore editoriale.

 

Ad incontrare maggiormente il gusto della giuria è stato proprio il Petit Manseng Carpenè Malvolti, distinguendosi con una valutazione complessiva di 83/100. Notevole anche la
differenza di valutazione tra la giuria maschile e quella femminile. Le sommelier della guida Vini Buoni d’Italia hanno infatti assegnato voti in proporzione più alti, identificando
probabilmente il Petit Manseng come vino gradevole in numerose occasioni, molto apprezzato dal pubblico femminile.

 

Il neonato e già premiato sesto prodotto innovativo de L’Arte Spumantistica Carpené Malvolti nasce da un vitigno a bacca bianca dagli acini piccoli e spessi, che si coltiva nel
territorio francese Languedoc,  Jurançon e Pacherenc du Vic-Bil , su terreni rocciosi , con esposizioni assolate e una buona escursione termica tra il giorno e la notte. Il
“Collegio Enologi” Carpenè Malvolti guidato da Giorgio Panciera, enologo di tradizione e affiancato dall’emergente Matteo Coletti,  lo ha apprezzato e scelto per la sua singolare
personalità, il carattere bizzarro e al tempo stesso composto, che caratterizza il territorio da cui proviene, in prossimità dei Pirenei atlantici. Il parallelismo con il terroir
d’origine prosegue anche nell’etichetta, che si tinge di nuance viola e rosa cipria che richiamano  i colori della lavanda della vicina Provenza e dei gigli di Francia o fiordalisi (fleur
de lis), simbolo del vessillo della città antica di Barbona (Narbonne), nella regione della Linguadoca Rossiglione, distretto vitivinicolo dove è stata coltivata l’uva per il
Petit Manseng Carpenè Malvolti. La vinificazione avviene attraverso una pressatura soffice per ottenere solo il mosto fiore, il quale viene poi fatto fermentare con lieviti altamente
selezionati e solo al suo compimento, dopo alcuni travasi, il vino viene conservato “sur lie”, cioè a contatto con le proprie fecce nobili, costantemente rimesse in
sospensione.      


Ideale con spaghetti ai frutti di mare, spiedini di crostacei e pesce stufato, il Petit Manseng – servito a una temperatura di 8/10 gradi – si profila come vino per degustatori esigenti,
dedicato a chi guarda oltre l’orizzonte.

Carpenè Malvolti è presente al Vinitaly Pad. 5 Stand B5. Domani sabato 10 aprile saranno presso lo stand famiglie del Cima Family Arts con l’eccellenza dei loro prodotti e le
degustazioni guidate – dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 18.30 – di spumanti CM a cura del sommelier Fisar Francesco Dal Bello.

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