Software libero, la risposta della PA alla richiesta di trasparenza

Firenze, 26 Ottobre 2007 – Aperto stamattina al Festival della creatività il meeting Quifree.it, il convegno internazionale di due giorni dove saranno analizzati, grazie al
contributo di esperti e studiosi in materia, tutti i principali temi legati all’utilizzo del software libero e dei formati aperti.

All’avvio dei lavori è intervenuto anche il vicepresidente della Regione Federico Gelli. «La PA può e deve essere l’utilizzatore più attento e determinato del
software libero e dei formati aperti. Deve promuoverne la crescita, lo sviluppo e la diffusione non per scelta ideologica ma per convinzione culturale. Perché molti dei valori del
software libero stanno nel DNA del servizio pubblico e perché corrisponde ad un suo preciso interesse: qualità dei servizi, diversa distribuzione dei costi, capacità di
integrazione, inclusione, trasparenza e accesso alla conoscenza per tutti. La Regione Toscana è da sempre orientata in tal senso».

Creazione della Rete Telematica Regionale Toscana (in sigla RTRT), utilizzo del software libero nelle postazioni di lavoro, nei server, nelle infrastrutture e sistemi di monitoraggio, progetti
di e-government, il Centro di competenza sul riuso e quello sull’Open Source. «Sono tanti esempi – ha aggiunto Gelli –
dell’impegno toscano verso la creazione di una società basata su software libero e liberi saperi. Inoltre insieme al governo nazionale stiamo cercando di realizzare in Toscana un centro
nazionale per i formati aperti e per l’open source, questo a conferma dell’interesse che anche a livello nazionale si sta
manifestando su questo fronte, pur con le contraddizioni e le complessità che sempre hanno caratterizzato questa materia».

Toscana non soltanto fruitore del software ma anche sviluppatore di adattamenti a proprie esigenze specifiche. «Che distribuiamo successivamente ad altri enti sia a livello regionale che
nazionale. Sempre a livello nazionale siamo la regione capofila di un progetto interregionale (cui aderiscono 15 regioni e la Provincia Autonoma di Trento) che ha lo scopo di progettare e
realizzare un prototipo di componenti necessarie a rendere operativa la cooperazione applicativa tra gli enti delle regioni aderenti. Insomma il nostro pensiero e la nostra politica – ha
concluso il vicepresidente della Regione – si caratterizzano per essere a favore della promozione e della diffusione di questo software e non contro questa o quella società. Sebbene il
cammino sia ancora lungo, riteniamo di aver già vinto la battaglia culturale contro i monopoli del software e di essere in grado di confrontarsi alla pari con i giganti del
mercato».

Federico Taverniti

Leggi Anche
Scrivi un commento