Sofisticazioni alimentari: sono sufficienti i controlli in Italia sui prodotti? Sembrerebbe di no.

Sofisticazioni alimentari: sono sufficienti i controlli in Italia sui prodotti? Sembrerebbe di no.

By Redazione

Quanto è a rischio la salute del consumatore di prodotti alimentari in Italia e cosa si può fare per migliorare?

Riportiamo tre commenti ad un sondaggio sulla Sicurezza Alimentare.

E chiediamo al Dott. Alfredo Clerici, Tecnologo Alimentare,  di darci un suo parere, in particolare, su quanto dice Pingu, al punto 3.

Ecco i tre commenti:

1) Angelo  il 11/07/2010 alle ore 18:48:35 ha scritto:
Non solo non ci sono i controlli, ma i servizi ispettivi non intervengono nemmeno su segnalazione! Ne ho inviate diverse. Pochissime hanno avuto soddisfazione (ed ho fatto sequestrare 50.000 bottiglie di spumante ad una multinazionale). Posso provare quanto dico. Ho contattato in Italia MIPAF, Ministero delle attivita´ produttive, Autorita´ Garante della concorrenza e del mercato. Quasi niente. Mi ha risposto invece la Commissione UE!

2) Ciro  il 16/12/2010 alle ore 15:42:36 ha scritto:
Mi chiedo perchè la informazione importante della provenienza della materia prima, non sia quasi mai riportata, oppure perchè i caratteri delle lettere che magnificano il prodotto sia sempre grandi, mentre le altre informazioni sono sempre microscopiche. Grazie per l’accoglienza.

3) Pingu il 15/01/2011 alle ore 16:58:22 ha scritto:
in Italia i controlli ci sono, ma solo sui prodotti italiani…su quelli stranieri assolutamente no..basti pensare alle dosi massicce di antibiotici che in Taiwan mettono sul pesce da surgelare…pensateci bene la prossima volta che vorrete fare un risotto con il pesce surgelato!

(Risposta al  3° commento, di Pingu)

Alfredo Clerici, 16 gennaio 2011 10:35:13 GMT+01:00

NO.
Innanzitutto, sull’importatore di prodotti provenienti dall’estero, e segnatamente da Paesi extra-UE e/o notoriamente carenti in termini di sicurezza alimentare, grava la responsabilità di effettuare i controlli necessari.

Così, ad esempio,  la Cassazione (n. 6323 del 26.3.99): “quando un prodotto alimentare sia confezionato all’estero e provenga da un produttore straniero non soggetto alla legge penale italiana, a carico dell’importatore è posta una responsabilità molto più specifica di quella del commerciante al dettaglio. Infatti, l’importatore deve accertare la rispondenza alla normativa sanitaria dei prodotti con controlli non soltanto formali ed esterni, ma tali da garantire la qualità del prodotto anche se importato in confezioni originali.”

A ciò si aggiungano le verifiche effettuate dagli Organi di Controllo (es. NAS) sulla base dei programmi stabiliti dal Ministero della Salute.
Ovviamente, poichè la disonestà (italiana o straniera) ci può sempre essere, tutto ciò non esclude che siano presenti sul mercato prodotti non  sicuri.

Dott. Alfredo Clerici
Tecnologo Alimentare

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