CIA: “Più tutela per il nostro Made in Italy!”

CIA: “Più tutela per il nostro Made in Italy!”

By Redazione

Bene l’etichetta d’origine per tutti i prodotti e un maggior rafforzamento dei regimi per Dop, Igp e Stg. Però, da parte di Bruxelles ci si aspettava più coraggio e
maggior decisione al fine di un’effettiva tutela delle produzioni e del lavoro degli agricoltori che tanto hanno investito in qualità e sicurezza alimentare. È quanto sostenuto
dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alla proposta legislativa, approvata oggi dalla Commissione Ue, e con la quale si intende rafforzare e rendere più chiare le
regole di qualità esistenti nell’Ue.

L’etichetta d’origine -avverte la Cia- è una misura molto importante, però è necessario che la provenienza della materia prima venga indicata in modo molto trasparente per
tutti i prodotti trasformati. In questo modo si difende l’attività dei produttori e si valorizza il loro impegno qualitativo.

Da sempre la Cia è convinta sostenitrice che le Dop e le Igp siano le più importanti strategie di qualità regolamentata: sono le autostrade della qualità legata al
territorio. Ma nello stesso tempo è altrettanto convinta che esse da sole non siano sufficienti per coprire la vasta gamma dei prodotti legati alla tipicità ed alla
tradizionalità. Ci sono anche le produzioni biologiche, che hanno un grande valore per i consumatori attenti alla qualità salutistica ed alla salvaguardia dell’ambiente, ma anche
con queste non si copre l’intera gamma delle opportunità. In questo ambito, una valutazione più approfondita, per la realtà italiana e non solo, meritavano i “prodotti di
montagna”. D’altra parte, il 54,3 per cento della superficie nazionale è montano; il 51,9 per cento dei comuni italiani sono montani. In questi comuni l’agricoltura, con il 26,6 per
cento ha il primato per quanto concerne gli addetti, seguita dall’industria con il 17,7 per cento e dai servizi con il 16,7 per cento.

Nello stesso tempo -rileva la Cia- è essenziale che si rafforzi il ruolo dei Consorzi di qualità, che devono assumere il ruolo di organismi intersettoriali per poter dettare
regole di programmazione e commercializzazione “erga omnes”.

www.cia.it

Redazione Newsfood.com+WebTv

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