Sicurezza: Touadi, «Il Patto per Roma Sicura pienamente efficace»

By Redazione

Roma – «Stupisce- dichiara l’assessore capitolino alla Sicurezza Jean Leonard Touadi – che l’associazione Codici lanci un’allarme sicurezza su Roma partendo da dati che riguardano
il 2006, quando il Ministero dell’Interno ha in questi giorni pubblicato i dati del primo semestre 2007, che dimostrano un’inversione di tendenza ed un calo dei crimini su tutto il territorio
nazionale e quindi anche nella nostra città.

In merito al giudizio sull’efficacia del «Patto per Roma Sicura» – continua Touadi – mi pare del tutto prematuro e sommario, tenendo conto del fatto che gli atti procedurali
previsti dal Patto sono stati rispettati ad uno ad uno. Stiamo parlando della costituzione, avvenuta in data 23 maggio 2007 da parte del Prefetto, della commissione in attuazione delle
direttive del Patto per Roma Sicura, intesa a promuovere interventi risolutivi delle esigenze di contenimento delle popolazioni senza territorio e di inclusione sociale; del reperimento in
bilancio da parte di Comune, Provincia e Regione delle risorse per la formazione del Fondo Speciale per sostenere le azioni previste dal Patto (11.000.000 in tre anni la regione, 4-5 milioni il
Comune sempre in tre anni); dell’inizio -a partire dal 10 ottobre- del lavoro di sgombero e successiva riqualificazione delle rive del Tevere e dell’Aniene, con lo sforzo notevole di
ricollocazione delle persone disagiate, l’incremento dei servizi di polizia per interventi di recupero delle situazioni di illegalità e di degrado. Si tratta – continua Touadi – di una
attuazione graduale che toccherà gli altri punti previsti dal Patto, tra i quali la redistribuzione e/o rafforzamento dei presidi territoriali delle Forze dell’Ordine nonché le
azioni mirate al contrasto del fenomeno della prostituzione e dell’abusivismo commerciale. Ovviamente, a completare questo quadro dovrebbero subentrare gli adeguamenti normativi nazionali in
materia di prostituzione e commercio abusivi, chiesti da tutti i comuni nei tavoli di concertazione tra Anci e Ministero degli Interni. Come si vede – conclude Touadi – un vero e proprio
«cantiere sicurezza» che mette insieme repressione ma soprattutto governo del territorio e integrazione sociale.«

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