Sicurezza alimentare, Zaia: tolleranza zero per gli orti cinesi coltivati a OGM

Sicurezza alimentare, Zaia: tolleranza zero per gli orti cinesi coltivati a OGM

Avevo annunciato che la fase 2 della tolleranza zero avrebbe portato ad un aumento delle attività di intelligence e controlli e a risultati importanti per continuare a tutelare la salute
dei cittadini. Ieri è stata bloccata una vasta area coltivata a cielo aperto con sementi provenienti dalla Cina con caratteristiche genetiche non chiare. Per di più i campi erano
irrigati con acque non controllate. Un danno non solo alla salute, ma anche all’ambiente.

L’operazione, denominata “Horti cinesi”, è stata eseguita nel Comune di Prato dagli uomini del Comando Provinciale e del Nucleo Agroalimentare e Forestale di Roma del Corpo forestale
dello Stato in collaborazione con il personale dell’Agenzia Regionale di Protezione dell’Ambiente e del Territorio della Toscana e della Polizia Municipale.

Sono stati sequestrati 4 ettari di campi coltivati  con  sementi non certificate provenienti dalla Cina con caratteristiche genetiche non conosciute. Sono stati posti sotto sequestro
300 buste di semi e 20 chili di sementi importati senza autorizzazione dalla Cina. Gli orti, in località “Maliseti”, erano gestiti da personale asiatico.

Il particolare grave è che queste sementi vengono introdotte nel nostro territorio direttamente dai cittadini cinesi in occasione dei loro viaggi in patria all’interno di bagagli
personali,  eludendo così i controlli doganali. Tutti i nostri sforzi in questa nuova fase dovranno essere sempre più rivolti a contrastare l’arrivo dall’estero di tutti i
prodotti contraffatti  che non hanno nulla a che vedere con il nostro ricchissimo patrimonio agroalimentare, tutelando così sia il duro lavoro dei nostri agricoltori, sia la salute
degli italiani.

L’operazione “Horti cinesi” fa seguito a un’altra operazione effettuata sempre a Prato nei mesi scorsi presso tre ditte di cittadini cinesi che gestivano attività di coltivazione di
ortaggi.

Complessivamente nelle due operazioni sono stati ispezionati circa 13 ettari di terreni coltivati a orti, sequestrate 550 buste di semi e 40 chili circa di sementi di varie specie vegetali.
Dalle etichette riportanti scritte esclusivamente in lingua cinesi non è stato possibile risalire alla specie esatta e alle ditte produttrici nonché ai relativi importatori.

Le colture sottoposte a sequestro dalla Forestale sono causa di inquinamento genetico e biologico delle specie alimentari nostrane con il rischio per la biodiversità alimentare nazionale
e alterano inoltre le regole di corretta concorrenza del mercato in quanto i prodotti sono immessi nei mercati locali.

I cittadini devono poter acquistare alimenti sani e sicuri e noi intendiamo tutelare questo diritto, difendendo i consumatori e tutelando allo stesso ! tempo i produttori onesti. I risultati
che continuiamo ad ottenere sono la conferma che il nostro sistema di controlli funziona. Continueremo a mantenere alto il livello di attenzione nei confronti delle contraffazioni alimentari e
a difesa delle produzioni italiane d’eccellenza.

Luca Zaia

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