Sicurezza alimentare, Coldiretti: interessa a 7 italiani su 10

Sicurezza alimentare, Coldiretti: interessa a 7 italiani su 10

Nonostante la drammatica recensione, gli italiani mettono al primo posto la sicurezza alimentare: per questo, episodi di falsificazione contraffazione sono considerate un problema per 18
famiglie, circa il 71%.

Lo afferma la Coldiretti,che si appoggia ad un’indagine Censis/Accredia, ed ai dati diffusi dai Carabinieri, sezioni Nucleo anti sofisticazione.

Di base le cifre sono pesanti: nel solo 2013, sono stati sequestrati alimenti per 112,6 milioni di Euro. Nella black list, al primo posto le frodi da carne ed allevamenti (52% del valore), poi
farina e derivati (12%), seguiti dalle conserve alimentari (7%). Da non trascurare la chiusura di locali di ristorazione (8%).

L’Italia è anche un Paese che importa alimenti, con un conseguente doppio problema. Da un lato è possibile far entrare alimenti poco sicuri per la salute. Dall’altro, è
possibile che alimenti stranieri, di per sé leciti, vengano spacciati per prodotti nostrani più pregiati: caso forse più eclatante, l’olio estero spacciato per extravergine
DOC.

Riassume il presidente Sergio Marini: “La lotta alla contraffazione e alla pirateria rappresentano per le Istituzioni un’area di intervento prioritaria per recuperare risorse economiche utili
al Paese e generare occupazione. La politica italiana deve avere il coraggio di difendere i valori distintivi, che tutti insieme danno luogo a quel Made in Italy e che hanno a che fare con
l’articolo uno della Costituzione perché sono le nostre future opportunità di lavoro. In paesi come il nostro la Commissione parlamentare anticontraffazione non dovrebbe essere
oggetto di dibattito in Parlamento ma prevista per legge, anzi, se possibile, nella Costituzione stessa. La distintività è il nostro punto di forza e non si può accettare
che venga minata a livello nazionale, europeo o nei rapporti internazionali”.

Sul versante delle contromisure, Coldiretti evidenzia due ambiti, particolarmente importanti. In primis, la maggiore collaborazione tra organi di controllo nazionali e dell’Unione.
Dopodiché, un miglioramento delle misure di garanzie, come l’etichetta, ad oggi anonima per alcuni tipi di carne, succhi di frutta, pasta e formaggi.

Matteo Clerici

Leggi Anche
Scrivi un commento