Sicilia, rinasce il vino di Roma imperiale

Sicilia, rinasce il vino di Roma imperiale

By Redazione

Far rinascere il vino dei Romani in Sicilia, unendo possibili opportunità commerciali con la rigorosa ricerca storica.

Questo l’obiettivo di “Archeologia del vino in Italia: un esperimento
siciliano”
, progetto del CNR di Catania in collaborazione con la locale Università (sezione cattedra di Metodologie, cultura materiale e produzioni artigianali nel mondo
classico) e l’Assessorato regionale della cultura.

Secondo Daniele Malfitana, direttore Ibam-Cnr, “Lo scopo dello studio è duplice: da un lato verificare la fattibilità dalle istruzioni degli agronomi antichi, dall’altro
comprendere se queste conoscenze tecnico-pratiche possano essere utili nella viticoltura moderna, anche mediante confronti etnografici tra gli strumenti descritti e utilizzati dai romani e le
metodologie e tecniche in uso fino a poco tempo addietro. L’obiettivo è infine la comparazione dei risultati sperimentali con quelli delle indagini archeologiche condotte nell’Italia
continentale e in Sicilia”.

Allora, le fonti teoriche saranno i testi di agricoltura dal I-II sec. d.C., con particolare attenzione per le “Georgiche” di Virgilio e il “De Agricoltura” di Columella

L’esperimento pratico sarà condotto su un’area di grandi dimensioni, 5000 mq da coprire nel corso di 5 anni. Le prime viti sono state piantate la scorsa primavera, la cui produzione
arriverà entro il 2017. In base a stime prudenti, il primo raccolto dovrebbe toccare i 100 kg di uva e 70 litri di vino, con possibilità di espansione. Riguardo alle piante, poi,
verranno impiegate quelle della collezione ampelografia dell’Uos 2 di Marsala.

Ad oggi, le prime fasi dell’esperimento hanno permesso di riscoprire tecniche e modalità: la Cicogna, citata da Columella, era uno strumento utilizzato dai proprietari terrieri per
verificare che i lavori di scasso preparatorio per la piantumazione delle vigne fossero ben eseguiti. Sempre lo stesso autore indica nelle foglie di canna e ginestra il materiale più
adatto per legare le viti novelle al palo tutore.

Matteo Clerici

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