“Sì alla sovranità alimentare, no agli OGM nei paesi poveri”

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervistato da Radio Vaticana e Osservatore Romano, ha affermato che per combattere la fame nel mondo occorrono «una maggiore formazione,
una più ampia messa a disposizione delle varie tecnologie, con il ricorso agli OGM in tutti i singoli Paesi, dove si deve arrivare ad una possibilità di sopperire autonomamente
alle proprie esigenze alimentari, il futuro non è che nell’auto-produzione di ciascun Paese».

La coalizione ItaliaEuropa-Liberi da Ogm commenta, attraverso il suo portavoce Roberto Burdese: «Il Presidente Berlusconi ha certamente ragione nell’affermare che ogni paese deve
arrivare ad una possibilità di sopperire autonomamente alle proprie esigenze alimentari. Tale principio è pienamente condiviso dalla Coalizione, che sottolinea però come
esso sia del tutto incompatibile con il ricorso agli OGM, specie nei paesi poveri.

Il principio dello sviluppo agroalimentare autocentrato è vitale tanto per le economie sviluppate quanto – a maggior ragione – per i Paesi del Terzo mondo. Però è solo
concentrando gli sforzi nella valorizzazione delle proprie risorse autoctone (varietà di suoli, climi, colture, culture, tradizioni) che essi potranno spezzare la catena dello
«sviluppo del sottosviluppo» e contribuire da protagonisti alla globalizzazione multipolare e condivisa.
L’Italia, che sul proprio straordinario patrimonio di biodiversità agricola e alimentare (e sui saperi ad esso collegati) fonda oggi una parte consistente della propria immagine e delle
proprie fortune economiche, ha oggi l’occasione di porsi alla guida di un ampio fronte internazionale che scelga un sistema agroalimentare libero da OGM come cuore strategico di uno sviluppo
capace di fornire risposte più efficaci alla crisi alimentare che nei paesi poveri si chiama fame ma che tocca la vita di milioni di persone anche nei paesi sviluppati.

E’ su questo piano che possiamo fornire ai paesi poveri un aiuto concreto, anche per offrire quella maggiore formazione che ancora il Presidente Berlusconi invoca tra le soluzioni da attuare.

Gli OGM sono invece tecnologia e conoscenza brevettata, di proprietà di poche multinazionali e dai costi troppo elevati per chi, specie nei paesi poveri, non ha i soldi neppure per
procurare una sufficiente razione quotidiana di cibo per sé e per la propria famiglia.»

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