Emergenza alimentare: gli ogm non sono la soluzione

L’emergenza alimentare internazionale dovuta all’aumento dei costi delle principali materie prime sta destando preoccupazione a tutti i livelli: dalla vita quotidiana dei cittadini (tanto nel
Nord come nel Sud del mondo) alle principali istituzioni politiche ed economiche internazionali.

Da più parti (dalla Banca Mondiale al Presidente degli Stati Uniti, fino all’Unione Europea) si propone con sempre maggiore insistenza la via degli ogm come una delle possibili soluzioni
alla crisi alimentare internazionale. Anche José Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, parlando della politica agricola europea in rapporto a questo difficile momento,
dichiara: «Dobbiamo mantenere una politica aperta ma vigile sugli Ogm, le cui coltivazioni in Europa sono limitate, al contrario del resto del mondo».

La coalizione ItaliaEuropa-Liberi da Ogm commenta, attraverso il suo portavoce Roberto Burdese:

«La proposta di adottare gli organismi geneticamente modificati come possibile soluzione per l’attuale crisi alimentare internazionale viene sostenuta negli ultimi tempi da diverse parti,
e con sempre maggiore insistenza. Intendiamo ribadire con forza che gli Ogm non sono la soluzione alla crisi alimentare: questo ci insegnano la nostra esperienza e la nostra pratica quotidiana
di lavoro.
E questo ci insegna, tra le altre cose, anche l’analisi di alcuni dati: Monsanto, uno dei principali produttori di sementi geneticamente modificate, l’anno scorso ha visto salire il proprio
utile netto del 44%;, nel primo trimestre 2008 gli utili sono addirittura raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2007; Syngenta, altro grande player del settore, nel primo trimestre di
quest’anno ha annunciato un balzo di profitti del 28% e anche la DuPont ha rivisto al rialzo la stima di crescita per il resto del 2008. Nella fase più critica della crisi alimentare,
legata principalmente all’impennata dei prezzi delle principali materie prime agricole, le grandi multinazionali che propongono gli ogm come soluzione dei problemi, registrano in realtà
un balzo clamoroso dei propri profitti: più che risolutori del problema, certamente esse sono tra i grandi beneficiari di questa situazione che sta mettendo in gravi difficoltà
miliardi di persone in tutto il pianeta; viene il sospetto le multinazioni siano in realtà tra i responsabili di questa crisi dei prezzi senza precedenti.

Per l’Italia e per l’Europa gli ogm non sono una soluzione perchè la produzione agricola continentale riesce a essere ancora competitiva solo grazie alle sue caratteristiche di
tipicità e qualità. Tutti questi aspetti distintivi verrebbero a cadere se gli agricoltori europei si affidassero alla standardizzazione che porta l’utilizzo degli ogm. Il fatto
che sul suolo europeo le coltivazioni siano limitate è un vantaggio e un’opportunità, non un limite.
La soluzione alla crisi alimentare è estremamente complessa e nessuno può pensare di avere la risposta a tutte le domande. Certamente però sappiamo che esistono efficaci ed
eccellenti risposte nella difesa del patrimonio di biodiversità agricole e alimentari dell’Europa, nella conservazione e nel potenziamento dei modelli di agricoltura su media e piccola
scala con destinazione prevalente al mercato locale, nella agricoltura biologica e più in generale in tutte quelle forme di agricoltura che operano per svincolarsi dalla dipendenza dagli
input di natura chimica di cui gli ogm sono parte integrante.»

LA COALIZIONE ITALIAEUROPA LIBERI DA OGM E’ COMPOSTA DALLE SEGUENTI ORGANIZZAZIONI:
Acli, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Agci, Agrital, Aiab, Alpa, Assocap, Avis, Cia, Cic, Città del Vino, Cna, Codacons, Coldiretti, Confartigianato, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Coop,
Copagri, Fedagri, Federconsumatori, Focsiv, Fondazione Diritti Genetici, Greenpeace, Legacoop agroalimentare, Legambiente, Libera, Res Tipica, Slow Food Italia, Unci, Vas, Wwf

Il coordinatore della Coalizione ItaliaEuropa-Liberi da OGM è Roberto Burdese, Presidente di Slow Food Italia

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