Secondo la gente la frode è la regola

In un decennio la cultura della truffa è esplosa. O per lo meno lo pensa la  maggior parte delle 19.700 persone di 19 nazionalità interpellate dall’Istituto GfK in
Europa, Russia, Turchia e Stati Uniti.

Imposte, transazioni commerciali e sport sono divenuti altrettanti terreni di frode, secondo la maggioranza degli intervistati di otto nazioni dell’Europa Occidentale. Gli statunitensi citano
anche gli studi e i rapporti di coppia, mentre i turchi, ancora più pessimisti, vedono l’imbroglio dappertutto.

Solo i russi, forse perchè fanno distinzione tra truffa e corruzione, sono meno del 50% a pensare d’essere imbrogliati nella vita privata o nella società.

Oltre il 70% dei francesi, il 75% di belgi, tedeschi e spagnoli, addirittura il 79% di svedesi sospettano i propri concittadini di frode fiscale; per italiani e turchi è quasi
l’unanimità.

Il Paese europeo con la peggiore reputazione è l’Italia, del resto sono gli stessi italiani a considerarsi poco onesti.

In fatto d’amore i più pessimisti sono gli statunitensi: oltre Atlantico la coppia campeggia per sospetta infedeltà (72%).

L’indagine mostra una costante che attraversa tutti i Paesi: gli intervistati pronti ad ammettere d’aver agito in modo disonesto sono molto meno numerosi di coloro che denunciano la
disonestà diffusa.

In media, solo il 7% delle 19.700 persone interpellate riconosce d’essersi concesso qualche libertà in materia di imposte o transazioni commerciali.

Per oltre l’80%, l’onestà rimane la propria linea di condotta nello sport, nei rapporti professionali e in amore.

Lo studio è il solo ambito dove la gente è disposta a confessare qualche peccatuccio, come copiare o marinare le lezioni.

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