Se il teatro va in carcere, il palcoscenico diventa un 'ponte'

By Redazione

Toscana – 292 mila euro stanziati dalla Regione Toscana per il teatro in carcere, una delibera approvata nell’ultima seduta di Giunta su proposta dell’assessore alla Cultura – e con
fondi delle Politiche Sociali – prosegue l’iniziativa regionale avviata otto anni fa con il titolo “Teatro in carcere”.

L’obiettivo principale è utilizzare il teatro come strumento di socializzazione e formazione per i detenuti realizzando anche laboratori di sperimentazione sul linguaggio teatrale.
Destinatari del contributo le associazioni teatrali e le compagnie che svolgono attività negli istituti di pena della Toscana: sono, in tutto, 15 e per beneficiare del contributo
regionale dovranno presentare specifici progetti coerenti con gli obiettivi indicati nella delibera. Fra gli obiettivi indicati anche l’espansione dello spazio web dedicato alle attività
di teatro in carcere oltre che il consolidamento della cooperazione fra esperienze simili.

“Il teatro in carcere – commenta l’assessore alla Cultura Paolo Cocchi – diventa un ponte comunicativo fra culture e comunità diverse, tra liberi e non liberi, un luogo di mediazione fra
carcere e città, un luogo dove si arricchiscono esperienze e dove si sperimentano nuove relazioni. Ma è anche una occasione importante per riflettere sul teatro civile”.
Le strutture carcerarie dove operano le compagnie sono localizzate a Volterra, Arezzo, San Gimignano, Empoli, Firenze, Massa, Porto Azzurro, Pisa, Livorno, Massa Marittima, Montelupo
Fiorentino.

Mauro Banchini

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD