Scuole serali piemotesi

Torino – Va bene rafforzare la formazione permanente e per gli adulti, ma evitando di «terremotare» la rete esistente dell’istruzione superiore con stravolgimenti che
disorientano gli allievi e mettono in allarme i docenti, così Giampiero Leo, consigliere regionale di Forza Italia, vorrebbe che la regione affrontasse la riforma, voluta dal ministro
Fioroni, per la riorganizzazione dell’istruzione per gli adulti.

«Sottrarre i corsi serali agli istituti superiori – dice Leo – rappresenta un forte rischio, non solo perché mette in forse l’autonomia operativa di tante scuole, che hanno una
presenza storica e un legame consolidato con il territorio. Mi preoccupa soprattutto il fatto che si dà per superato un sistema consolidato, che ha finora ben funzionato, per andare
verso l’ignoto, ovvero i futuri Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, che non si sa ancora cosa siano e come possano operare. A mio avviso è importante verificare bene tempi
e modi di questo passaggio, per evitare di allontanare dal percorso di formazione persone a rischio e fasce deboli che dovrebbero appunto far riferimento a queste nuove strutture».

Leo ha presentato un’interrogazione alla Giunta Bresso, per avere chiarimenti su ciò che la Regione intende fare, «anche considerando che la programmazione della rete scolastica
è una competenza specifica del Consiglio regionale, che dovrà essere messo in condizione di fare delle valutazioni complessive rispetto al modello di integrazione fra istruzione
«classica» e formazione, che risulterebbe dall’applicazione del decreto del ministro».
Secondo recenti dati Istat, in Piemonte il 6,8 % della popolazione con più di 18 anni frequenta corsi di studio e il 18,6 % attività di formazione, contro una media italiana,
rispettivamente, del 7,2 e del 16,3 %.
Leo ricorda, infine, che le scuole serali «hanno svolto un ruolo importante in una città realtà operaia come Torino e cintura, per la socializzazione e l’integrazione di
soggetti marginali. Ieri erano gli operai con bassa istruzione, oggi sono gli immigrati, che trovano lavoro ma non conoscono la lingua. La scuola serale è stata una grande
opportunità per diffondere i diritti civili e sociali ad ampi strati della popolazione. Vediamo di conservare questo patrimonio, aggiornandolo ai tempi, ma evitando di ghettizzarlo,
isolandolo dal contesto dell’istruzione».

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