Scuola, Berlusconi: “Tutte le bugie della sinistra”

By Redazione

 

Nessuna riduzione del tempo pieno o chiusura delle scuole, miglioramento delle condizioni salariali dei docenti, classi ‘ponte’ necessarie per un corretto apprendimento
della lingua italiana per i bambini extracomunitari. Il presidente del Consiglio ribadisce le linee guida del decreto legge sulla scuola e replica alle accuse piovute sul provvedimento
del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini.

“Non c’è alcuna riduzione del tempo pieno”, ha spiegato il premier nel corso di una conferenza stampa con il ministro a palazzo Chigi anzi “passando da più
insegnanti a uno possiamo avere più docenti da utilizzare e quindi si possono aumentare del 50% la classi che possono usufruire del tempo pieno”.

“Il maestro prevalente sarà affiancato dall’insegnante di lingua straniera, religione e informatica” consentirà di avere “quasi 6.000 classi in più” in grado di
aderire al tempo pieno. Berlusconi ha inoltre fugato il dubbio sulla paventata ‘chiusura delle scuole’ precisando che ciò “non è vero perché noi
pensiamo ad una razionalizzazione del personale”, misura peraltro “prevista anche dal governo del centrosinistra”.

La razionalizzazione allo studio del governo prevede anche miglioramenti salariali per il corpo docente. “Oggi – ha osservato il presidente del Consiglio – gli insegnanti
guadagnano troppo poco” e senza un criterio meritocratico perché “guadagna lo stesso chi studia e si aggiorna e chi è spesso assente”. In questo senso “l’obiettivo”
del Governo “non è la riforma strutturale della scuola ma una serie di provvedimenti di buon senso” in grado “di riordinare il sistema” e “mettere al centro della scuola
l’educazione dell’alunno e dello studente”.

Il presidente del Consiglio, infine, ha lamciato un monito molto chiaro a chi in queste ore sta occupando scuole e unversità: “Convocherà oggi pomeriggio il ministro
dell’Interno Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell’ordine”, perché – ha concluso Berlusconi – “l’ordine deve essere
garantito”. “Occupare è una violenza contro le famiglie, contro le istituzioni e lo Stato che deve svolgere il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono
studiare di entrare nelle classi e nelle aule”.

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD