Santini (Cisl): necessarie politiche anticicliche e un nuovo modello contrattuale

Santini (Cisl): necessarie politiche anticicliche e un nuovo modello contrattuale

By Redazione

“I dati diffusi oggi da Eurostat confermano come la contrazione dell’attività economica stia incidendo sempre di più sulle condizioni del mercato del lavoro e dei tessuti produttivi
con conseguenze significative in tutti i paesi europei, in particolare su coloro che lavorano nelle piccole imprese o che hanno contratti temporanei”.
Lo dichiara in una nota Giorgio Santini, Segretario confederale della Cisl che aggiunge: “La perdita record di posti di lavoro dei 16 paesi dell’Eurozona, con rilevante diminuzione anche del
tasso di occupazione, dimostra che siamo ancora nel pieno della crisi e che non si deve abbassare la guardia. Contestualmente i dati sulle retribuzioni di fatto, che hanno visto nel primo
trimestre del 2009 un aumento di solo lo 0,1% sul trimestre precedente, dimostrano, come la Cisl richiede da tempo, che per  fuoriuscire dalla crisi sono necessarie politiche anticicliche
anche per irrobustire i primi timidi segnali positivi che provengono invece dall’indice della produzione industriale.
Nel frattempo gli strumenti di sostegno al reddito, collegati a politiche di riqualificazione previsti dall’accordo Stato-Regioni sugli ammortizzatori in deroga, devono garantire ai lavoratori ed
alle loro famiglie una retribuzione e contemporaneamente attenuare il calo dei consumi e gli effetti deflattivi.
Si deve insistere evitando i licenziamenti e favorendo soprattutto gli strumenti, quali cassa integrazione a rotazione e contratti di solidarietà, che consentano il mantenimento dei
lavoratori in azienda”. “Rispetto al calo delle retribuzioni – conclude Santini – sottolineiamo come esso sarà anche il banco di prova dell’applicazione del nuovo modello contrattuale che,
con l’estensione della contrattazione di secondo livello, aziendale e territoriale, intende dare una risposta concreta alla riduzione del peso dei salari dei lavoratori dipendenti negli ultimi
quindici anni e favorire la ripresa competitiva delle imprese nazionali con  l’aumento della produttività”.

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