Santa Vittoria d’Alba: il sequestro di White Zinfandel è come un elefante nella “cristalleria” Diageo

Santa Vittoria d’Alba: il sequestro di White Zinfandel è come un elefante nella “cristalleria” Diageo

Domenica 18 settembre 2011
Ieri siamo andati a Cheese, a Bra, dove abbiamo fatto un breve giro per gli stand.
Il nostro vero obiettivo era scovare notizie veritiere  sul maxisequestro di 362.000 bottiglie di White Zinfandel proprio lì, nell’albese. Sono bastati pochi minuti per scoprire
che il sequestro non riguarda una azienda che vende per corrispondenza ma una tra le più grandi aziende di imbottigliamento e distribuzione di prestigiosi brand mondiali.

Tutti concordi nel definire il fatto: una “poco chiara interpretazione in etichetta” di un vino, a causa di una normativa non ben definita. Dunque, se è così, nessuna truffa,
nessun reato grave, nessuno scoop da prima pagina. L’unico vero timore è quello che l’azienda inglese possa chiudere lo stabilimento e spostarsi in un paese più ospitale.

Ad esempio la Francia: ha portato i suoi formaggi a Cheese ma farebbe un bel colpo se si portasse a casa oltre 400 posti di lavoro!

Qualche ricordo su Santa Vittoria d’Alba:
E’ l’estate del ’68, con mio padre ed il suo Galletto Guzzi, sto andando a vedere una partita di “Balon a pign” (uno sport locale ancora oggi molto in voga che prevede l’uso di una mano
fasciata invece che una racchetta da tennis) a Vittoria D’Alba.

All’improvviso, un grande striscione “Benvenuto a Benvenuti”, e un gruppo di ragazze festose sta vociando e sommergendo con foglietti e cartoline per un autografo, un giovanotto in tuta blu
che da poco si era ripreso  il titolo di campione del mondo dei pesi medi, indossando i colori della Cinzano, al Madison Square Garden il 4 marzo 1968 contro Emile Griffith: era Nino
Benvenuti che allora abitava proprio a Santa Vittoria d’Alba e lì faceva i suoi allenamenti.

Santa Vittoria d’Alba dal 1757 è la culla della Cinzano ma nel 1985 entra in campo la Diageo, una multinazionale degli spirits, che in pochi anni acquisisce l’intera proprietà ma
nel 1999 cede il marchio alla Campari, mantenendo gli stabilimenti di produzione e confezionamento.

Curiosità: 
durante la seconda guerra mondiale, gli abitanti riescono ad impedire ai tedeschi di trafugare un milione di bottiglie pregiate nascondendole nelle chilometriche gallerie della Cinzano, e su
questo fatto nel ’69 esce un film: Il segreto di Santa Vittoria di Stanley Kramer.

Oggi, con 430 dipendenti, Diageo Operations Italy è uno dei più grandi e moderni impianti di imbottigliamento in Italia, nonché il sito produttivo più importante di
Diageo nell’Europa Continentale.
Ampia è la varietà di tipologie prodotte e/o confezionate di bevande appartenenti a tre categorie: vini, spirits e bevande ready to drink.
Il 97% dell’intero volume originato nella sede di Santa Vittoria è destinato all’esportazione, il principale è la Gran Bretagna (56%).  

Chi è Diageo
Diageo è la prima azienda di bevande alcoliche al mondo e può vantare uno straordinario portafoglio di marchi internazionali tra spirits, birra e vini. 
Diageo commercializza otto tra i venti marchi di spirits più venduti al mondo a volume.  
    • Smirnoff 
N° 1: è lo spirit più venduto nel mondo.
 24,5 milioni di casse da 9 litri *
    • Johnnie Walker 
N° 1: è lo spirit di pregio più venduto nel mondo.
 14,3 milioni di casse da 9 litri *
    • Guinness 
N° 1: è la stout più venduta nel mondo
. L’equivalente di 11,1 milioni di casse da 9 litri
    • Baileys
 N° 1: è il liquore più venduto nel mondo. 
6,7 milioni di casse da 9 litri *
    • J&B
 N° 4: è il quarto scotch whisky più venduto nel mondo. 
5,2 milioni di casse da 9 litri *
    • Captain Morgan 
N°2: è il secondo rum più venduto nel mondo
. 8,4 milioni di casse da 9 litri *
    • Jose Cuervo 
N° 1: è la tequila più venduto nel mondo. 
4,5 milioni di casse da 9 litri *
    • Tanqueray 
N°1: è il gin più importato negli Stati Uniti
. 1,9 milioni di casse da 9 litri *

(* Le cifre riguardano i volumi di vendita annuali fino al 30 giugno 2009 e non includono i cocktail già pronti. Fonte: Impact Databank, settembre e dicembre 2008 e febbraio 2010.
25 ago 2011)

NOTA FINALE:
se è solo una questione di etichetta “poco chiara”, ci possiamo permettere di rischiare di perdere 430 posti di lavoro?

Aspettiamo i vs commenti

Giuseppe Danielli
Newsfood.com

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