Sanità, Loiero a «Radio anch'io» conferma la mano dura su disfunzioni
13 Dicembre 2007
Calabria, 11 Dicembre 2007 – «L’Ospedale di Vibo, non può restare così, in Calabria costruiremo 4 ospedali, con procedura straordinaria di Protezione Civile dovuta a
uno stato di emergenza socio sanitaria regionale, che proprio oggi il Consiglio dei Ministri approverà; una procedura che consentirà di realizzare tempestivamente e in trasparenza
le strutture».
Lo ha detto, come informa una nota dell’ufficio del portavoce, il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero intervenendo alla trasmissione «Radio anch’io» su Rai Radio uno,
durante uno speciale dedicato al dramma della morte della sedicenne Eva Ruscio, avvenuta pochi giorni fa all’ospedale di Vibo per la degenerazione di una tonsillite.
«A Vibo, purtroppo – ha commentato Loiero – c’è un problema legato anche alle infiltrazioni mafiose, un problema che ci viene segnalato da numerosi rapporti delle Forze
dell’Ordine. Questo ospedale è oggetto di inchieste devastanti della Magistratura devastanti. E’ un ospedale, ripeto, che non può restare così».
In collegamento anche il ministro della Salute Livia Turco, si è parlato di casi di errori medici in tutta Italia. Il 97 % degli italiani, si è detto in studio, ritiene molto
serio il problema degli errori sanitari, errori che però sono in media con gli altri paesi dell’Europa. Più in generale Loiero si è soffermato sulla qualità
dell’assistenza in Calabria. «La professione medica esige competenza – ha detto – e non sono consentite negligenze. Ora ci accingiamo a nominare i manager della Sanità in Calabria.
Bene, io per legge sono costretto a sceglierli da un Albo, in cui sono presenti tutte domande per venire a lavorare in Calabria. Come si può intuire, i manager che chiedono di venire da
noi non sono molti e non tutti di grande qualità. Attraverso un nucleo giuridico, stiamo vedendo se si può eludere quell’elenco, magari incentivando quei professionisti bravi a
scendere da noi, pagandoli in più, perché la situazione lo esige e credo che questi, sarebbero soldi spesi bene«
È intervenuto in studio anche Alfonso Scutellà, il papà del dodicenne Flavio morto, secondo la denuncia dei genitori, per un ritardo nel trasferimento in ambulanza
dall’Ospedale di Polistena a quello di Reggio Calabria. «Anche qui andremo con la mano dura – ha concluso Loiero – perché credo che gli incidenti debbano avere un valore pedagogico
affinché non si ripetano. Al Sud la situazione è quella che è, ovvero abbiamo una mancanza drammatica di formazione, i medici dovrebbero sapere che scegliere quella
professione non è come fare un mestiere qualsiasi. Ma attenzione, accanto a strutture dove si incontra approssimazione, ci sono medici di qualità che lavorano più del
normale, come avviene anche a Vibo Valentia».




