Sanità: legge sugli appalti, la Toscana cerca soluzioni alternative
27 Novembre 2007
Toscana, 26 Novembre 2007 – Subito al lavoro per trovare una strada che consenta di salvaguardare al massimo lo spirito della legge regionale, ma anche offrire punti di riferimento in
una realtà complessa e assai incerta per tutti i soggetti interessati, è con questi obiettivi che la giunta regionale ha immediatamente attivato i suoi uffici per capire cosa
dovrà cambiare della sua legge sugli appalti, dopo la decisione della Corte Costituzionale che, pronunciandosi contro un ricorso delle Regioni sul Codice unico degli appalti, ha
stabilito che la competenza in materia di subappalto deve rimanere allo Stato centrale.
Già questo pomeriggio la sentenza dei giudici costituzionali è stato oggetto di una comunicazione in giunta da parte del vicepresidente Gelli, per un primo confronto sui nuovi
strumenti legislativi che, già nelle prossime settimane, sarà opportuno portare al confronto con le categorie e coni soggetti politico-istituzionali. «Ovviamente dobbiamo
prendere atto di quanto ha deciso la Corte, investendo una delle parti più innovative e coraggiose della nostra normativa, e ci impegniamo a metterci da subito al lavoro per trovare
soluzioni concertate con enti locali e categorie economiche – spiega Gelli – Voglio comunque sottolineare che l’intervento della Corte costituzionale è sul terreno delle competenze, non
dei contenuti della nostra legge».
Ed è proprio quest’ultimo il dato da cui riparte l’iniziativa della Regione Toscana, che si muoverà su due piani, uno per riscrivere le parti della legge che sarà
necessario riscrivere, l’altro per spingere il governo ad adottare una normativa assimilabile a quella toscana. «Per quanto riguarda il primo terreno di impegno – spiega infatti Gelli –
credo che occorra intervenire tempestivamente per impedire il blocco degli appalti e per dare corrette indicazioni alle stazioni appaltanti. Quanto al secondo terreno, su questo intendiamo
essere ben chiari e richiamare il governo nazionale alle sue responsabilità. Se i subappalti sono di competenza dello Stato centrale, allora ci si muova, e ci si muova alla svelta, per
una legge nazionale in materia. Noi, da parte nostra, l’abbiamo sempre detto: non siamo certo gelosi della nostra legge».
L’importante, così conclude Gelli, è che sia salvaguardato lo spirito della legge, nella convinzione che si tratti comunque di una legge essenziale.
«Rimaniamo infatti dell’idea di aver fatto una legge di cui ha bisogno non solo la Toscana ma l’intero paese. Quello dei subappalti è e rimane un nodo centrale che bisognerà
in qualche modo sciogliere. Regole chiare, procedure trasparenti e uniformi, limiti rigorosi all’utilizzazione del subappalto, infatti, non costruiscono un laccio all’economia, ma il
presupposto per un’economia sana, in grado di garantire che i lavori siano assegnati veramente a chi lo merita, che i lavori pubblici non siano terreno di affari della criminalità
organizzata, che i cantieri siano sicuri. E su questo intendiamo andare avanti».
Paolo Ciampi





