Al via la riforma della sanità penitenziaria
21 Marzo 2008
La Conferenza Unificata e la Conferenza Stato-Regioni di ieri hanno approvato diverse intese e accordi in materia di assistenza sanitaria, tra questi un’intesa per la sanità
penitenziaria, un’intesa per la gestione del rischio clinico e per la sicurezza dei pazienti e delle cure e un’intesa per migliorare l’assistenza nel campo della salute mentale.
Ma sono state approvate anche altre misure più specifiche, come quella che consente l’erogazione di farmaci urgenti da parte del farmacista anche se il paziente è in quel momento
sprovvisto della necessaria ricetta del medico.
L’intesa sulla riforma della sanità penitenziaria prevede l’equiparazione sotto il profilo della tutela del diritto alla salute tra i cittadini in stato di detenzione e tutti gli
altri utenti del Ssn. L’obiettivo è quello di una più efficace assistenza sanitaria, migliorando la qualità delle prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione negli
istituti penitenziari. La riforma contiene anche specifiche linee di indirizzo per gli interventi da adottare negli Ospedali psichiatrici e giudiziari con l’obiettivo di svolgere un programma
in tre fasi al fine di garantire una corretta armonizzazione fra le misure sanitarie specifiche di queste realtà e le esigenze di sicurezza che devono comunque essere mantenute.
Più sicurezza e qualità delle cure e dell’assistenza è invece l’obiettivo di un’altra intesa Stato Regioni. A tal fine sarà attivata un’apposita funzione
aziendale dedicata alla gestione del rischio clinico e alla sicurezza dei pazienti e delle cure presso ogni Asl pubblica ma anche presso le strutture private accreditate. Un forte impegno anche
per l’utilizzo sicuro dei dispositivi medici, degli apparecchi e degli impianti che dovranno essere sottoposti a più ferrei collaudi e a protocolli specifici di manutenzione preventiva e
correttiva e a costanti verifiche periodiche di sicurezza e qualità. Queste misure dovranno essere adottate in tutte le strutture del Ssn. Nuove disposizioni anche per la
responsabilità civile per danni a persone causati dal personale sanitario che dovrà essere comunque posta a carico della struttura sanitaria. Sarà inoltre favorita la
definizione «stragiudiziale» delle vertenze. Con funzioni di indirizzo sulla sicurezza sarà poi costituita, con decreto del Ministro della Salute, la «Consulta
nazionale per la sicurezza del paziente» a coordinamento della «Rete nazionale per la Sicurezza» che riunisce tutti i rappresentanti istituzionali nazionali e locali preposti
alla gestione del rischio clinico.
Per la salute mentale ci si è posti l’obiettivo di dare nuovo impulso alle politiche di promozione della salute, di rafforzare gli interventi nell’ambito dell’età evolutiva
e di favorire la precocità degli interventi e la collaborazione fra tutti i servizi che si occupano di salute mentale per una migliore presa in carico dei pazienti.
Per quanto riguarda infine l’erogazione di farmaci in assenza di prescrizione medica si intende garantire la non interruzione del trattamento in corso per i casi di patologie croniche ed
acute o in occasione di dismissione ospedaliera consentendo al farmacista di dispensare il medicinale anche in assenza di ricetta. Il provvedimento, adottata dalla Stato regioni è frutto
di un ampio lavoro condiviso con i farmacisti e i medici italiani al fine di una maggiore tutela della salute dei cittadini nei casi di emergenza.
«Con queste nuove intese la sanità italiana ha sottolineato il Ministro Livia Turco – esce rafforzata e si dimostra capace di rispondere ai nuovi bisogni di salute in ambiti di
intervento delicati e importanti come quelli della salute mentale e dell’assistenza sanitaria nelle carceri e negli Opg. Ma siamo intervenuti anche sulla sicurezza delle cure assicurando
criteri di maggior rigore nei controlli delle attività cliniche e delle apparecchiature destinate agli interventi e alle prestazioni erogate dalle strutture del Ssn, a garanzia della
sicurezza dei pazienti e per ridurre il margine degli errori e degli eventi avversi che possono manifestarsi nel corso di procedure cliniche. Le intese e gli accordi approvati ieri
rappresentano la prova che la condivisione delle scelte e degli indirizzi di governo tra Stato e Regioni è la via giusta per migliorare la sanità italiana garantendo a tutti i
cittadini pari livelli di assistenza e più qualità e appropriatezza nelle cure.»
L’esame definitivo dei Lea è stato invece rinviato ad una nuova seduta della Conferenza Stato Regioni che si terrà la prossima settimana previa ulteriore verifica dei contenuti
dell’intesa.





