Rossi: «Autonomia per il Cspo, ma con i conti in regola»

Firenze – «Al di là dei riscontri contabili che l’attuale commissario ha presentato e sta approfondendo, e al di là delle doverose segnalazioni alle autorità
competenti circa le possibili responsabilità della situazione debitoria, mi pare che il problema di fondo è che il Cspo non è stato in questi anni veramente dentro il
sistema sanitario toscano, né in termini di controllo né in termini delle possibili sinergie».

E’ questa la valutazione espressa dall’assessore regionale per il diritto alla salute Enrico Rossi nel corso della audizione in quarta commissione consiliare, in cui ha illustrato i risultati
del lavoro svolto fino a questo momento dal commissario straordinario Luigi Marroni. «Certo – ha proseguito l’assessore – dobbiamo tenere conto del valore scientifico e assistenziale del
Centro, del forte incremento del volume delle prestazioni realizzato nel corso degli anni. Sono convinto che la sua specificità ed autonomia devono essere salvate, ma occorre reinserire
il Cspo nella partita più complessiva della sanità regionale, e soprattutto evitare che l’autonomia continui a produrre debiti così rilevanti».

La Commissione consiliare ha compiuto un passo importante, approvando e inviando all’aula, al termine della discussione sulla relazione dell’assessore, la proposta di legge che assicura al Cspo
un finanziamento straordinario di 7 milioni e 750 mila euro (6 milioni a copertura delle spese obbligatorie relative all’esercizio 2007 e il resto per garantire la continuità delle
prestazioni sanitarie nel primo semestre del 1008). Inoltre l’assessore Rossi ha illustrato brevemente la proposta di legge che avvierà e finanzierà la gestione liquidatoria del
Cspo e la sua trasformazione in Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica Ispo, in attesa di quel riconoscimento come Istituto nazionale di ricerca e cura a carattere scientifico che
il ministro Livia Turco sembra orientata a concedere alla struttura fiorentina.

Confermato il cumulo totale delle perdite accertate (19 milioni e 600 mila euro), a cui, però, vanno tolti un milione di euro di accantonamento e probabilmente altri 600.000 euro a
consuntivo del 2007. Sta di fatto che i bilanci del 2003 e 2004 presentati dal Cspo in sostanziale pareggio e approvati dalla giunta rivelano ora, sotto l’indagine del commissario
straordinario, disavanzi stimabili rispettivamente in 800.000 e 1 milione e 700 mila euro. Cifre ancora più consistenti si profilano per i bilanci del 2006 ( – 5 milioni e mezzo) e del
2007 (- 7 milioni e trecentomila euro).
«Chiedo ai nostri uffici – ha detto Rossi – un approfondimento in relazione alla tutela della giunta stessa, che ha il controllo politico di questi atti, non certo quello contabile. Del
resto – ha proseguito – la ricostruzione di questi e degli altri bilanci è estremamen! te diffi coltosa e nel prossimo futuro potrebbero emergere anche altre novità». Il
commissario straordinario Luigi Marroni, a cui l’assessore ha rivolto parole di forte ringraziamento per l’attività che sta svolgendo in aggiunta al normale lavoro di governo della Asl
10, ha individuato numerosi aspetti che hanno causato la pesante situazione attuale, tra cui una tenuta non corretta della contabilità, lo sfondamento dei tetti della prestazioni, la
mancata richiesta di copertura dei rinnovi contrattuali, la gestione degli screening a tariffe inferiori ai costi, la ridondanza delle consulenze e dell’attività aggiuntiva, il ricorso
ad appalti per molti servizi, la dispersione delle sedi. Secondo il piano di rientro predisposto dal commissario la situazione potrebbe tornare alla normalità tra il 2008 e il 2009 ma
l’assessore Rossi ha concluso: «Stiamo facendo tutto quello che va fatto, ma occorre ancora molta attenzione e molta cautela».

Susanna Cressati

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