Roma, 12 giugno 2014: RINA, Unioncamere e Coldiretti alleati per la difesa dei prodotti italiani sui mercati internazionali

Qui l’ntervista a Ugo Salerno, presidente e AD del RINA, a breve anche gli interventi integrali in video, di tutti i relatori.

Roma, 12 giugno 2014

RINA, Unioncamere e Coldiretti alleati per la difesa dei prodotti italiani sui mercati internazionali
Fischio d’inizio per il Mondiale dell’agroalimentare italiano

Un “Mondiale” parallelo a quello calcistico ha visto il suo ideale fischio d’inizio oggi a Roma, con il lancio di una vera e propria sfida per lo sfruttamento di quella eccezionale risorsa del sistema paese che si chiama agroalimentare e per la creazione di una serie di barriere di difesa del made in Italy nel mondo.

Organizzato dal RINA, il più grande gruppo italiano di certificazione italiano, in collaborazione con Unioncamere e con Coldiretti, il summit che si è svolto nella sede di Unioncamere ha portato in emersione una intera filiera di dati, che, da un lato, testimoniano l’eccezionale importanza della produzione agro-alimentare italiana, dall’altro, l’eccezionale peso della minaccia di contraffazione e di costante “violazione dell’autenticità dei prodotti italiani” sui mercati di tutto il mondo.

L’incontro di oggi, al quale hanno partecipato il viceministro delle politiche agricole alimentari e forestali Andrea Olivero e il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, ha in effetti segnato un punto di svolta, sia per quanto riguarda le strategie di tutela dei prodotti alimentari italiani, sia per quanto concerne lo sfruttamento di quella eccezionale rete commerciale e di promotion che è rappresentata dai ristoranti italiani nel mondo.

Ugo Salerno, presidente e AD del RINA, ha tradotto in cifre e dati concreti il valore e i rischi che incombono sull’agroalimentare, ricordando come questo settore rappresenti il 9% del Pil italiano (14% con l’indotto), il 13% in termini di occupati e sia cresciuto del 6,5% nel periodo 2007-2013. il comparto esporta 367 miliardi di prodotti, contro i 27 del tessile.

Ma su questo settore incombono i rischi interni, come le agromafie che realizzano un “fatturato” superiore ai 14 miliardi e contaminano territori che complessivamente coprono un’area superiore a quella dell’intero Friuli Venezia Giulia. E incombono i rischi esterni, le derive negative del cosiddetto Italian sounding, con un danno da contraffazione che supera i 60 miliardi.

E’ quindi una vera e propria partita mondiale per l’eccellenza – come ha sottolineato il vice ministro Olivero – quella che l’Italia deve giocare. I 264 prodotti italiani dotati di Dop e Igp, più di quelli certificati della Francia, segnano una strada da percorrere sino in fondo. Il progetto “Ospitalità Italiana” per certificare i ristoranti davvero italiani nel mondo è un’altra mission strategica.

La crescita della contraffazione e dell’imitazione dei prodotti italiani – ha affermato Oliviero – da un lato associa prodotti scadenti  al nome Italia, ma conferma che l’Italian sounding è una enorme opportunità per il nostro paese.

Il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello ha annunciato in anteprima i risultati di una indagine condotta dal sistema camerale a livello internazionale dalla quale è emerso che la principale motivazione per venire in Italia è la tavola italiana.

Eccezionale veicolo di valorizzazione territorio, l’agroalimentare – ha sottolineato Dardanello – deve anche ripartire da Expo2015 per costruire un nuovo futuro di crescita e sviluppo. Nel rimarcare il valore dell’alleanza con il RINA in Agroqualità, Dardanello ha anche ricordato i successi del progetto Ospitalità italiana.

Abbiamo immaginato – ha detto – che nel mondo esistano almeno 100.000 ristoranti con targa italiana, ma molti con un’immagine distorta. Il percorso avviato da Unioncamere in quattro anni fa ha prodotto già risultati significativi: in 58 paesi mondo oltre mille ristoranti italiani vantano una certificazione che riguarda l’offerta di ristorazione e soprattutto la qualità dei prodotti italiani impiegati.

Il meeting di Roma ha visto anche la provocazione di Coldiretti che ha esposto – come sottolineato dal vice presidente Gennaro Masiello – quei prodotti finti italiani che saturano gli scaffali della grande distribuzione nelle città brasiliane. Coldiretti ha sostenuto la necessità del coraggio della denuncia e di raccontare le cose per come stanno andando, sfruttando tutte le occasioni di vetrina internazionale come il Mondiale di calcio.
Per il sottosegretario all’economia, Pier Paolo Baretta è indispensabile pensare l’Italia, la sua industria, il suo agroalimentare, il suo export, il suo turismo, la sua cultura come un unico sistema coordinato per rilanciare il paese.
Tutti risultati – come emerso con forza dal convegno – che possono essere raggiunti premendo sull’accelerazione della certificazione e di una affermazione delle istanze del made in Italy sui tavoli internazionali che dominano la certificazione dei prodotti alimentari nel mondo.

 

Redazione Newsfood.com

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