Cibo, allarme sicurezza “Un’alimento su tre non conforme alle regole”

Cibo, allarme sicurezza “Un’alimento su tre non conforme alle regole”

Se il cibo è uno dei punti forti dell’economia italiana, non è un settore esente da rischi. Contraffazioni, prodotti di cattivi qualità e merce straniera sono tutt’altro che rari: risultato, “Un alimento su tre non è conforme alle regole”.

A dirlo, il recente rapporto del NAS: nel periodo gennaio-maggio 2014 gli uomini dei Carabinieri hanno compiuto sequestri per un valore che supera il miliardo di Euro. Nel mirino, una vasta gamma di illegalità, dal piccole allevatore che agisce in proprio all’imprenditore inserito nel circuito della criminalità organizzata. Infatti, spiegano le forze dell’ordine, la contraffazione alimentare è una delle nuove frontiere dell’illegalità, capace di garantire buoni guadagni e rischi ridotti.

Ad esempio, i NAS di Napoli hanno individuato migliaia di false bottiglie: spacciate come Moët & Chandon, Veuve Clicquot Pondsardin e Bollinger erano già pronti sulle scaffale, merce di un giro internazionale gestito dalla criminalità organizzata. A Bari, l’Arma ha portato alla luce uno stabilimento dove olio d’oliva di cattiva qualità veniva colorato, per essere venduto come prodotto più verde e di migliore qualità.

Se il Meridione soffre, non va meglio nel resto d’Italia.

A Parma, sono stati sottoposti a sequestro “2.300 prosciutti ottenuti da animali alimentati con rifiuti”, mentre comune a tre regioni (Marche, Emilia Romagna e Veneto) l’impiego di additivo Cafodos e la vendita di prodotti ittici (pesce spada e tonni) in apparenza freschi, ma in realtà marci.

In particolare, la  situazione risulta difficile per allevamenti e ristoranti.

Nel primo caso, le squadre NAS hanno riscontrato 31.000 irregolarità sui 90.000 controlli, effettuati nel periodo 2012-14. In particolare, le cifre parlano di 12.000 allevamenti bovini controllati e 4.000 fuorilegge. Media simile per il settore farine e pastifici: 17.500 controlli, 6.5000 locali non in regola. Stessa tendenza per i ristoranti: durante l’intervallo di tempo in questione sono stati controllati 27.419 locali pubblici e 11.524 avevano commesso almeno una violazione delle norme.

 

Matteo Clerici

 

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