Rivoluzione Starbucks: più qualità (ma anche più attese)

Rivoluzione Starbucks: più qualità (ma anche più attese)

Una tazzina alla volta, dando spazio alla qualità della singola bevanda, a costo di aumentare i tempi di attesa dei clienti.

Questo il nuovo mantra di Starbucks, la catena di caffè e “frappuccino” con filiali in tutti gli USA ma ultimamente sotto attacco per la qualità dei suoi prodotti, considerati in
netto scadimento.

Allora, ecco la soluzione dei dirigenti: puntare sulla qualità, (ovviamente) penalizzando la velocità del servizio.

Le nuove regole sono molto precise.

Ad esempio, una volta si usava un unica brocca per tutti i drink richiesti dai frappuccini al caffè espresso. Ora invece il barista deve trattare con il vapore ogni singola bevanda. In
generale, gli addetti possono passare alla seconda bevanda solo quando la prima è pronta.

Nel passato, Starbuck ha costruito il proprio successo trasformando l’arte della colazione in un processo meccanizzato, simile alle catene di montaggio. Ora, per riconquistare la clientela,
l’azienda rovescia le carte in tavola.

Per ora come scrive il “Wall Street Journal” il nuovo corso è in fase sperimentale: USA e Canada, le roccaforti di Starbuck, entreranno a pieno regime solo novembre.

Tuttavia, già ora i baristi non sembrano per nulla entusiasti, anzi. Tra i più dubbiosi, Erik Forman, membro del sindacato dei lavoratori di IWW Starbucks e barista a Bloomington
(Minnesota) dove si è già iniziato a seguire le nuove regole. Per Erik, “I nuovi metodi hanno raddoppiato il tempo necessario per preparare le bevande con il solo risultato di
code più lunghe al bancone”.

Pensiero simile per Tyler Swain, barista a Omaha, nel Nebraska: “Mentre sto mescolando un frappuccino, non ha significato stare lì in piedi ed aspettare che il miscelatore finisca il suo
lavoro. Io nel frattempo potrei fare un tè ghiacciato”.

Queste lamentele non scalfiscono la determinazione dei dirigenti, che proseguono per la nuova rotta: le nuove procedure daranno maggior gusto alle bevande, e saranno più calde o
più fresche a seconda della temperatura più adatta.

Secondo il nuovo libro delle regole, la cottura del latte a vapore farà si che il cliente “Accerta la qualità della bevanda nel gusto, nella temperatura e nell’apparenza”. Allo
stesso tempo, ridurre il numero di bevande prodotte contemporaneamente riduce “La possibilità di errori”.

Al massimo, si può concedere ai dipendenti un periodo di adattamento, per facilitare l’abbandono del vecchio sistema e l’apprendimento del nuovo.

Conclude infatti Trina Smith, portavoce Starbucks: “Come ogni nuova regola, ci vorrà tempo per i baristi per sentirsi a proprio agio con il nuovo metodo”.

FONTE: Julie Jargon, “At Starbucks, Baristas Told No More Than Two Drinks”, WJS.com, 13/10/010

Matteo Clerici

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