Ristoranti e Musei: Gusto e Arte a km zero

Ristoranti e Musei:  Gusto e Arte a km zero

Sempre più i grandi musei puntano su un’offerta gastronomica di alta, altissima qualità
L’arte si mangia

Ora non ci sono proprio più scuse. Non si potrà più dire “Non vengo al museo, mi annoio, poi si gira in enormi edifici, si attraversano saloni immensi e corridoi che non finiscono mai e quando si arriva, esausti, al buffet, ecco occhieggiare da anonime vetrate, stantii toast o sandwich degni di una mensa aziendale”. Scordatevi tutto questo: nei musei, da un po’ di tempo a questa parte infatti, “l’arte si mangia”.  Infatti è ormai un fatto conclamato a livello mondiale come nei più grandi musei, e più precisamente nei ristoranti dei più grandi musei, la selezione gastronomica è ricercatissima, con chef stellati, vere e proprie star dei fornelli, che prestano la loro sapienza culinaria per offrire ai visitatori, tra un’opera d’arte e un’altra, anche “un’opera d’arte in tavola”.

Londra

Londra

Qualche esempio? Sono numerosi. Prendiamo per iniziare la Tate Gallery di Londra, dove presso la splendida terrazza a vetri del quinto piano sorge il celebre Tate Modern Restaurant, dove, con una vista mozzafiato sul Millenium Bridge, si può gustare cucina fusion e pasticceria a cinque stelle. Invece all’Okura Garden Terrace del Tokyo National Museum si può cenare assaggiando il meglio della cucina internazionale e al MOMA di New York ogni giorno il ristorante The Modern, splendidamente inserito nel “giardino delle sculture”, sforna i piatti di “sua eccellenza” chef Abram Bissel, una Stella Micheline e tre del The New York Times.

MOMA

MOMA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma anche l’Italia non è da meno. Infatti recentissimo è il caso del bar della Fondazione Prada, il cui allestimento è stato curato personalmente dal regista premio Oscar Wes Anderson.

Bar-Luce1Anderson ha ideato pensato un luogo ispirato agli anni Cinquanta italiani, evocando l’atmosfera di un tipico bar milanese degli anni del “Cerutti Gino”: flipper, lampadari da bistrot e le decorazioni delle pareti con citazioni della Galleria Vittorio Emanuele II.

 

 

 

A Torino invece Davide Scabin col suo CombalZeroal Castello di Rivoli mette in pratica tutta la sua esperienza comprovata da due stelle Michelin.  Finiamo questo tour cultural-gastronomico con Roma, dove nell’imponente Palazzo delle Esposizioni si può prendere l’aperitivo “più artistico del mondo”: infatti al Caffè delle Arti si può sorseggiare un cocktail “in compagnia” di un Burri, un Sironi oppure un Carrà. Per chi invece è alla ricerca di qualcosa di più classico, un caffè immersi nel “verde diffuso” di Villa Borghese è quello che ci vuole. Quando dovrete convincere qualche amico recalcitrante ad una visita al museo, d’ora in poi, potrete usare questa scusa “Ti porto in un posto dove ogni portata è un’opera d’arte!”.

Mattia Nesto
Newsfood.com

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