Antitrust: nel campo della RC auto servono più trasparenza e maggiore concorrenza

By Redazione

L’Antitrust ha analizzato i risultati di uno studio condotto sulle prime 50 compagnie di assicurazione auto ed ha evidenziato la necessità di rivedere la normativa che regola il settore
in vista di una maggiore trasparenza delle campagne informative e di una più grande tutela del consumatore.

L’Antitrust, infatti, ha riscontrato numerosi elementi che comportano difficoltà di comprensione e scarsa possibilità di confronto delle note informative, determinate
dall’omissione di elementi fondamentali nelle condizioni di contratto, dall’assenza di informazioni puntuali e dall’inserimento del contratto di clausole potenzialmente abusive, che vengono
indicate solo mediante il titolo e/o il numero di condizione contrattuale.

Secondo l’Autorità, inoltre, il consumatore è subissato da una mole di informazioni inutili, mentre vengono tralasciate quelle che potrebbero consentirgli di portare avanti un
confronto semplice e proficuo tra le diverse proposte. Questo determina un basso livello di concorrenza, come testimoniato dal fatto che solo il 4% degli assicurati cambia compagnia, a fronte
del 21% della Germania e del 35% del Regno Unito.

Per tali motivi l’Antitrust ha elaborato una serie di proposte che consentirebbero di animare il settore e che, incrementando la trasparenza, permetterebbero di ampliare la tutela del
consumatore:
– introduzione di un foglio unico informativo, predisposto dall’Autorità di regolazione, che sia uguale per tutte le imprese e che riporti gli elementi informativi comuni al
mercato;
– creazione di un secondo documento che contenga le informazioni della singola impresa, redatto con uno standard comune, in modo sintetico e chiaro, anche nei caratteri grafici, in modo da
consentire un confronto immediato sulle variabili rilevanti. In esso dovrebbero essere inserite le clausole che definiscono l’estensione della garanzia e quelle relative alle regole evolutive
del sistema bonus-malus. L’assicurazione, inoltre, dovrebbe mettere il consumatore in condizione di conoscere i fattori utilizzati dall’impresa per il calcolo del premio, sia per sfruttare
eventuali opportunità di risparmio (ad esempio esistono imprese che praticano premi ridotti per chi percorre un numero limitato di chilometri l’anno) sia per poter comunicare a tempo
debito ogni eventuale variazione del rischio;
– eliminazione dai contratti delle clausole oscure (che modificano o integrano altre clausole) e dei rinvii di legge non riportati chiaramente nel contratto stesso;
– le imprese dovrebbero fornire direttamente all’utente e in modo immediatamente fruibile i dati specifici rilevanti, quali il premio e la posizione nella scala bonus-malus;
– eliminazione del rinnovo tacito;
– aumento della trasparenza per le informazioni relative all’incremento percentuale dei premi, abolendo l’obbligo, a carico delle imprese, di convertire il proprio sistema a quello esistente
prima della liberalizzazione.

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