Rifiuti, UNC: Inconcepibile l’arresto per chi getta plastica o metalli a terra

 

Roma – “È veramente inconcepibile che sia condannato a tre mesi di galera chi lascia un pezzo di plastica o di metallo sul terreno”. È quanto denuncia
l’Unione Nazionale Consumatori secondo la quale l’ordinanza del Ministero della Salute, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 17 gennaio scorso, è un’enorme
astrusità rispetto alle pene o sanzioni previste per reati ben più gravi.

L’ordinanza punisce con l’art. 650 del Codice penale chiunque mette o abbandona esche avvelenate che possano nuocere “all’incolumità delle persone, degli
animali e dell’ambiente, compresi vetri, plastiche e metalli”.

L’ordinanza ha chiaramente lo scopo primario di proteggere la fauna dai bocconi avvelenati, ma presa alla lettera potrebbe sottoporre un qualunque cittadino all’arresto fino
a tre mesi, previsto dall’art. 650 del Codice penale, per aver violato l’ordinanza stessa soltanto per aver lasciato sul terreno un pezzo di plastica o una lattina di
bibita, che notoriamente non vengono mangiati dagli animali.

 

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