Rifiuti: la Giunta regionale ha esaminato la situazione toscana

Firenze – All’attuale ritmo di produzione, la Toscana sarà autonoma nella gestione dei rifiuti fino al termine del 2011, per evitare l’emergenza sarà necessario ridurne la
produzione, raddoppiare la quota di raccolta differenziata e realizzare tutti gli impianti previsti dai Piani provinciali di gestione.

Obiettivi ambiziosi ma possibili da realizzare visto che c’è il tempo necessario – 4 anni – per realizzarli.

La Giunta ha esaminato la situazione regionale, ascoltando la relazione dell’assessore regionale alla tutela ambientale e rifiuti, Anna Rita Bramerini. In Toscana si producono ogni anno 9,85
milioni di tonnellate di rifiuti, il 26% dei quali sono urbani. Per trattare questi 2,5 milioni sono in funzione 54 impianti, cioè 22 discariche, 8 termovalorizzatori, 13 impianti di
selezione e trattamento, 11 di compostaggio.

«Sogno una Toscana a discariche zero – ha spiegato il presidente Claudio Martini – per poi tendere a rifiuti zero, ma è necessario agire subito per non rischiare di andare in
emergenza. Abbiamo davanti quattro anni e serve uno sforzo collettivo per prendere il problema di petto. Ho scritto al Governo chiedendo l’apertura di un tavolo comune perché per ridurre
la produzione di rifiuti servono leggi e iniziative nazionali. La Toscana punta a raddoppiare, arrivando al 65%, la quota di raccolta differenziata e agli enti locali chiediamo di realizzare
tutti gli impianti nei tempi previsti dai piani di smaltimento».

In sintesi: la Regione punta a ridurre la produzione del 15% e i conferimenti nelle discariche del 20%. Contemporaneamente la capacità dei termovalorizzatori deve essere portata dalle
attuali 950 tonnellate al giorno a 2.400 – 3.000 tonnellate, realizzando gli impianti già previsti.

«Centrando questi obiettivi – ha precisato l’assessore Bramerini – la Toscana potrà garantire la propria autonomia di smaltimento nel rispetto degli standard europei. Siamo la
regione dove negli ultimi dieci anni si è registrato il maggior incremento della produzione, anche se siamo quinti per raccolta differenziata: è necessario ridurre il primo dato e
aumentare il secondo. Il Piano regionale di azione ambientale prevede da qui al 2010 investimenti per 58,6 milioni di euro».

Sono invece 205 milioni di euro (di cui 71 da parte del pubblico) investiti dal 1998 ad oggi per realizzare gli impianti. L’industria regionale dei rifiuti può contare su 4.000 addetti,
50 aziende di gestione e un fatturato di 462 milioni di euro.

Le prossime scadenze scandite dalla legge regionale prevedono entro il febbraio prossimo la predisposizione dei piano straordinari per l’affidamento del servizio nei tre grandi Ato (Ambiti
territoriali ottimali) che entro il prossimo mese di maggio dovranno prendere il posto degli attuali dieci. Entro il marzo 2009 gli attuali Ato dovranno affidare la gestione del servizio
integrato, mentre tutte le necessità impiantistiche e di sviluppo del sistema dovranno essere pianificate unitariamente entro il luglio 2009.

Tiziano Carradori

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