Rifiuti: cinque mosse per uscire dall'emergenza

Spingere sulla riduzione dei rifiuti e sulla raccolta differenziata, rendere operativi gli impianti di compostaggio oggi occupati dai rifiuti normali e costruirne di nuovi per dare impulso a
questa forma di recupero della spazzatura. Individuare immediatamente i siti idonei a ospitare cinque nuove discariche, una per provincia, per ricominciare a trattare in Campania la spazzatura
della Regione.

Sbloccare i lavori del termovalorizzatore di Acerra. Elaborare un piano per la bonifica dei siti inquinati, partendo dai più pericolosi. Alla vigilia del Consiglio dei Ministri di
Napoli, Legambiente segnala le cinque azioni, tutte prioritarie, che potrebbero consentire alla Campania di uscire dall’emergenza rifiuti.

«C’è un aspetto positivo nel convocare un Consiglio dei Ministri a Napoli – sottolinea il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza – Segnala che l’esecutivo,
nella sua interezza, si carica sulle spalle la questione dell’emergenza rifiuti. Ma c’è anche l’altro lato della medaglia: potrebbe risolversi tutto in una passerella a uso e consumo dei
media, senza spostare di una virgola la situazione immondizia».
Al di là della forma (per la prima volta un esecutivo si riunisce fuori da Palazzo Chigi), la sostanza della proposta di Governo che circola in questi giorni è, tutto sommato, una
fotocopia del passato. «Di impiego dell’esercito e di stoccaggio provvisorio – sottolinea ancora Cogliati Dezza – ne parlava già il precedente Governo. Così come non
è nuova la promessa di aprire entro poco tempo l’impianto di Acerra. Bisogna invece essere trasparenti e rendersi conto che anche riprendendo oggi i lavori del termovalorizzatore
quell’impianto non aprirà prima di un anno, un anno e mezzo. Servono subito le discariche, dunque, e serve subito una spinta alla riduzione della produzione dei rifiuti e alla
differenziata per creare i presupposti di un ritorno, il più veloce possibile, alla normalità». Guarda caso – rimarca Legambiente – sono in parte le stesse azioni che
avrebbe voluto realizzare Guido Bertolaso, quand’era stato nominato commissario straordinario all’emergenza rifiuti, al quale avevamo dato tutto il nostro sostegno durante il suo mandato.

Legambiente sottolinea inoltre la necessità di dare risposte appropriate alla popolazione anche sul versante sicurezza. La Campania troppo a lungo è stata la pattumiera di tanti
rifiuti tossici e nocivi provenienti da ogni parte d’Italia: bisogna bonificare le aree inquinate, partendo dai siti dove sono stoccati i materiali più pericolosi per la salute e per
l’ambiente. Un’ultima notazione riguarda l’aspetto economico: alla Campania in questi anni i soldi per affrontare e risolvere questa vicenda non sono mai mancati. Semmai è vero il
contrario: ne sono stati spesi fin troppi. «Qui non siamo di fronte a una partita giocata male perché non c’erano fondi a sufficienza – conclude Cogliati Dezza – siamo di fronte a
un fallimento degli amministratori e della politica che, negli anni passati, non hanno saputo o voluto creare le condizioni per evitare che la montagna di spazzatura crescese giorno dopo
giorno. Oggi bisogna mettere in moto una nuova politica che crei le condizioni strutturali non per liberare oggi le strade della Campania dall’immondizia, ma perché la Regione possa da
ora in avanti gestire in maniera virtuosa tutto il ciclo dei rifiuti».

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