Riccardo Donadon: oggi è facile fare impresa, basta un’idea vincente, il resto te lo dà H-ACK… anche nel Food

Riccardo Donadon: oggi è facile fare impresa, basta un’idea vincente, il resto te lo dà H-ACK… anche nel Food

Senza titolo Senza titolo8 Senza titolo2 Senza titolo7 Senza titolo6 Senza titolo5 Senza titolo4 Senza titolo3Riccardo Donadon è nato a Treviso e ama svisceratamente la sua terra.
Riccardo Donadon non è stato uno studente modello. Lo dice lui stesso. Dopo la terza liceo classico ha iniziato a perdere qualche colpo… di è diplomato a fatica e poi dopo qualche esame all’università ha abbandonato la scuola e si è dedicato a ciò che lo appassionava… con grande passione: il computer, internet, le nuove tecnologie digitali…

Dice:-“Le cose devi farle al momento giusto, con passione e quando ti piace farle…”

Già da subito vuole fare qualcosa per se stesso, diventare imprenditore, ma per questo ci vogliono capitali. Inizia a operare in Internet nel ’95, agli albori quando si doveva ancora attaccare la cornetta del telefono, chiamate all’estero con costi pazzeschi, modem, commutatore… si viaggiava a velocità da lumaca… crede nelle enormi possibilità di sviluppo di Internet e, tra i primi, pensa di creare un e-commerce, primo centro commerciale virtuale Italiano, Mall Italy Lab (mall.it); nel ’96 inizia a fare le prime transazioni on line. Il progetto, già finanziato da Benetton, ha anticipato troppo i tempi ma è stato venduto per un Miliardo di Lire a Infostrada/Italia on line (operatore telefonico importante in quegli anni… anti monopolio Telecom).
Nel Settembre del 1998 arriva la svolta: Riccardo Donadon lascia Verde Sport con le 8 persone che lo avevano accompagnato nell’avventura Mall e fonda  E-TREE.
Inizia la sua avventura da imprenditore con un’impresa tutta sua.

E-TREE sotto la guida di Riccardo Donadon, diventa in pochi mesi la società punto di riferimento in Italia per il modo di intendere il mondo del lavoro, la mentalità informale, la velocità di crescita, la metodologia di business e naturalmente per la competenza nelle soluzioni realizzate.
Nell’ultimo quadrimestre del 1998 fattura oltre 300 milioni di Lire realizzando siti internet e mangiando 100 pizze (Donadon:-“si lavorava giorno e notte, con passione e senza obbligo di orari o di bollare la cartolina”. Unico impegno era consegnare il lavoro nei termini concordati col cliente. L’anno dopo le pizze furono 1098 e il fatturato schizzò a 3 miliardi di Lire.

In azienda si iniziò a portare il calcio-balilla, i tavoli da ping pong e attrezzi da palestra, in sintonia con il concetto del lavoro come passione e vita quotidiana.

Per evitare di rovinarsi la salute con troppe pizze, venne assunto un cuoco.

Dice Riccardo Donadon:-“L’obiettivo per il ’99 era semplicemente “impossibile” da raggiungere ma, grazie anche al premio promesso (7 mensilità in più, il 150% dello stipendio annuale) riuscimmo a fatturare 20 miliardi di Lire … senza pizze!”
Alla fine del 2.000 i collaboratori sono 150.
All’inizio del 2001, raggiunti i 26 miliardi di fatturato e i 160 dipendenti, E-TREE viene venduta al 100%, ma Donadon resta in azienda come gestore per tre anni.

L’11 settembre 2011 ha segnato un momento di grande stop agli investimenti e inizia una nuova era per il web e l’economia.

Riccardo Donadon esce da E-TREE a fine 2003 e, dopo un anno di “ritiro spirituale” da giardiniere, non riuscendo a riappropriarsi della sua E-TREE, riparte con una nuova avventura. Non ha ancora quaranta anni e potrebbe tranquillamente vivere di rendita ma la sua passione è fare l’imprenditore, non il pensionato “d’oro” in panciolle.
Nel 2005 nasce  H-Farm, il primo incubatore privato italiano, nato con l’obiettivo di trasformare idee innovative in startups di successo, una piattaforma  nata da un concetto nuovo di concepire il lavoro, mettendo al servizio delle imprese, e di chi ha idee vincenti, tutto il know out necessario e il supporto di centinaia di giovani talenti informatici. L’ufficio è una fattoria, nella campagna tra Venezia e Treviso sulle rive del Sile, dove si creano startups, una ventina all’anno: dal finanziamento alla realizzazione di semplici idee o intuizioni da sviluppare, ovviamente se ritenute meritevoli, ma anche di progetti d’accelerazione di business di imprese già operative, anche di grandi marche.

Per ogni progetto l’aspetto tecnico è basilare ma l‘attenzione maggiore va posta verso i tempi che non devono essere troppo tardivi, rispetto all’accettazione del mercato ma nemmeno, troppo precoci.

Sono tante le cose che si fanno in questa farm di idee e di produzione, sempre in fermento e senza limiti; una fattoria che opera con il concetto di Cloud, di condivisione del sapere e del fare.

Oggi i mercati sono in crisi, è vero ma la crisi c’è per chi è arroccato sulle proprie posizioni e non riesce, o non vuole, rigenerarsi percorrendo nuove strade, nuovi sentieri, spesso impervi ma sicuramente affascinanti.

In realtà non è una crisi passeggera ma da qualche anno siamo entrati, forse senza accorgercene, in una nuova epoca, quella digitale, dove non ci sono più segreti ma solo una moltitudine di opportunità.

E’ il momento, per chi ha i capelli bianchi come me, di affrontare nuove sfide entrando nella Cloud e mettere a disposizione di chi è di madrelingua “digitale”, le nostre esperienze e i nostri patrimoni culturali. Piangersi addosso o lamentarsi è solo inutile e improduttivo. Ognuno di noi ormai ha un quinto arto, un terminale che ci permette di collegarci, in modo interattivo, al sapere del mondo: se non impariamo ad usarlo siamo out!

Oggi, 18 ottobre 2014, qui nella H-Farm ci sono 450 ragazzi che, suddivisi in tanti drappelli di 4 – 8 elementi, stanno “correndo” una maratona di 24 ore: tanti brain-storming no stop per presentare domattina, entro le ore 10:00, ognuno un progetto di comunicazione e sviluppo per le aziende che hanno aderito all’appuntamento periodico H-ACK che questo mese è dedicato al food.
Le aziende che stamattina hanno esposto il loro Briefing sono brand di tutto rispetto: Nescafè, Rigoni di Asiago, Kenwood, Danone.

Non manca il lavoro, non mancano le idee, mancano solo designer e sviluppatori.

Perché newsfood.com è qui? Perché forse è il momento giusto, forse è giunto il momento di realizzare il progetto latente da una decina d’anni.

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com

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