Resta irrisolto l'annoso problema dei Consorzi di Bonifica pugliesi
27 Dicembre 2007
Bari – Una conferma alla regola, la reiterata e annuale emorragia di risorse per la spesa sanitaria rende impossibile una qualsivoglia programmazione seria in favore dello sviluppo
dell’economia regionale e di quella agricola, in particolare «auspicando che vengano individuati a breve – ha dichiarato il Presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni, a margine
dei lavori del Consiglio Regionale per l’approvazione del Disegno di Legge sul Bilancio Previsionale 2008 – strumenti adeguati ad arginare la continua esondazione di risorse per la
sanità, non possiamo che denunciare la terapia finora annunciata, rivelatisi peggiore del male, di aumentare la pressione fiscale, nonostante i correttivi e le esenzioni ipotizzate
dall’Assessore al ramo, è deleterio penalizzare i redditi – continua Salcuni – in un momento di stagnazione dei consumi che, invece, hanno la necessità di essere movimentati da
parte di ogni fascia reddituale.»
La Coldiretti Puglia lamenta la evidente difficoltà dell’Assessore al Bilancio a dedicarsi al dicastero della Programmazione e la conseguente quanto inesistente politica economica
rivolta alle imprese agricole. Irrisolto il nodo dei Consorzi di Bonficia per cui non è stata prevista alcuna copertura finanziaria per garantire funzionalità alle strutture
consortili in sofferenza e per sostanziare il d.d.l. all’ordine del giorno del Consiglio regionale del prossimo gennaio.
«L’abnorme lievitazione dei costi di produzione (per il solo comparto zootecnico, nell’ultimo semestre 2007, si è registrato un incremento del costo per l’alimentazione animale del
30%) rende impossibile – commenta il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio – l’ammortamento di nuovi oneri, i quali – nel caso dell’IRAP – andrebbero a penalizzare
ulteriormente le imprese virtuose che assicurano maggiore occupazione, dato che tali oneri risultano indeducibili dall’imponibile».
Inoltre, proprio per l’agricoltura, dal primo gennaio 2008 l’IRAP passerà da un’aliquota dell’ 1,9% a quella ordinaria del 4,25%, per cui è auspicabile che la Regione utilizzi la
discrezionalità concessale dall’art. 16 del decreto legislativo 446/97 e successive modificazioni, per operare una diminuzione dell’aliquota nella misura di un punto percentuale.
«E’ certamente condivisibile – aggiunge De Concilio – il tentativo del Presidente Vendola di contenere alcune spese, volontà in assoluta controtendenza con l’emendamento approvato
dalla I^ Commissione consiliare che stabilizza tutto il personale (circa 700 unità) in servizio continuativo da almeno tre anni e con incarico a tempo determinato, adibito al servizio
d’integrazione scolastica. Oltre ai costi del Consiglio Regionale, dunque, sarebbe opportuno ridimensionare le spese per il personale e l’organizzazione della macchina amministrativa regionale.
Per tali oneri in Puglia si registra un’incidenza superiore del 25% a quella della Regione Veneto che ha ben altra partecipazione al PIL nazionale».
Entrando nel merito dei capitoli, l’unico ad essere dotato di cospicue risorse finanziarie è quello relativo alla «Divulgazione e promozione commerciale» riferita alle
produzioni del settore. Di contro mancano risorse per la copertura finanziaria della Legge Sabatini, per impegni già assunti dalla Regione nel periodo 2003/2004. Risultano, per questo,
in sofferenza le imprese che hanno acquistato macchine utensili in tale periodo, nonostante sia stata esitata positivamente l’istruttoria delle relative istanze.
Profondo rosso anche per la voci ‘Settore Tutela delle acque’, per cui non vi è alcuna previsione di competenza, riconfermando l’errore contenuto nel Piano di Tutela delle Acque, le cui
norme di salvaguardia sono già in vigore. Medesima considerazione per le voci Programmazione sociale e integrazione, Avversità atmosferiche, Azioni promozionali e pubblicitarie
prodotti agricoli, Settore Floricolo, Diritti reimpianto vigneti, Concessione Università pugliesi realizzazione Master in agricoltura, capitoli assenti o non finanziati.





