La Cia Sicilia sulle assunzioni nei Consorzi di bonifica

Palermo, 20 Dicembre 2007 – La Cia siciliana chiede al presidente della regione Cuffaro e all’assessore all’Agricoltura La Via di fermare le centinaia di assunzioni che gran parte dei
Consorzi di Bonifica dell’Isola sta effettuando in questi giorni, malgrado le numerose riunioni e i buoni propositi in più occasioni manifestate da Cuffaro e da La Via, continua a
permanere, anzi ad aggravarsi, la vergogna di una famelica, inconcludente e disastrosa gestione dei Consorzi di Bonifica.

Non sono sufficienti, evidentemente, i 2 mila dipendenti in Sicilia -a fronte dei 15 mila su tutto il territorio nazionale- già in organico a garantire la esigua attività di
questi carrozzoni clientelari e di sperpero delle risorse non solo pubbliche ma anche private. Per gli amministratori straordinari, infatti, si rendono necessarie altre centinaia di nuove
assunzioni per fronteggiare gli adempimenti istituzionali che non sono mutati da quelli degli anni passati.

La Cia siciliana prosegue la sua campagna di denuncia sulla inadeguatezza e sulla inutilità dei Consorzi di Bonifica siciliani che drenano ingenti risorse finanziarie dalle casse della
Regione e dalle tasche dei produttori agricoli che, malgrado la copertura del 95 per cento delle spese da parte della regione, sono costretti a pagare quote consortili di ingente entità
che rendono il costo dell’acqua irrigua tra i più alti d’Italia. E se già non bastasse il carico 2006, gli amministratori straordinari hanno approvato i bilanci prevedendo aumenti
tra il 20 e il 30 per cento dei contributi consortili a carico dei produttori.

La Cia siciliana in questi mesi ha dato il proprio contributo alla stesura di una bozza di intervento legislativo per avviare un processo di riforma dei Consorzi di Bonifica e del ripristino
della gestione democratica, ma di fronte alla colpevole debolezza e alla inadeguata o complice inattività del Governo della Regione, annuncia lo stato di agitazione della categoria e
rinuncia a partecipare a qualsiasi tavolo di concertazione fino a quando non verranno messi in atto da parte del governo regionale azioni concrete capaci di fermare il degrado gestionale dei
Consorzi di Bonifica e di avviare un reale processo di cambiamento.

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