Renzo Cotarella: Aglianico Bocca di Lupo, verticale a Milano

Renzo Cotarella: Aglianico Bocca di Lupo, verticale a Milano

Nella meneghina N’Ombra de Vin, la verticale di Aglianico con Cotarella e Palumbo e il cuoco-contadino Pietro Zito, del ristorante “Antichi Sapori” di Montegrosso di Andria

aglianicoMessa a punto la ricetta dell’Aglianico, in questo caso quello a doc “Castel del Monte”, che rappresenta la sintesi perfetta dei due biotipi di questo vitigno coltivato alle pendici del Monte Vulture in Basilicata, e nella confinante Irpinia in Campania, Renzo Cotarella, grande enologo umbro che coordina il lavoro di decine di tecnici  impegnati nelle aziende che la famiglia Antinori di Firenze ha sparse per il mondo, e quindi anche in Puglia, Tormaresca, con tenute a Minervino nella Murgia barese dove produce l’Aglianico e a San Pietro Vernotico, nel Salento, dice che “la Murgia è l’area ideale per produrre i più grandi vini del mondo”.

Affermazione secca che potrebbe anche fare intravvedere una sorta di conflitto di interesse di tipo aziendale visto la presenza di Antinori in quest’area viticola con la tenuta Bocca di Lupo; ma, guardando l’altra faccia della medaglia, è facile affermare “che cosa rappresentano 140 ettari di vigneto nei confronti di un’area viticola che si estende per migliaia di ettari e dove operano centinaia di aziende che producono vini eccellenti?” E, quindi, conflitto di interesse superato.

Resta, però, la conferma che l’area viticola che si estende ai piedi del Castello di caccia fatto costruire da Federico II di Svevia nel 1220, è sicuramente la zona di produzione di alcuni fra i migliori vini italiani, grazie all’impegno di  molti produttori che oltre a produrre qualità, sono anche riusciti a collocarli nei migliori ristoranti del mondo e, quindi, a competere con i “giganti” italiani e stranieri.
“Però, bisogna avere più consapevolezza dell’oro che si può estrarre dalle uve prodotte in queste terre – dice Cotarella -: investire in innovazione, fare sperimentazione, comunicare meglio”.

La carenza maggiore è, forse, proprio la comunicazione.
E, aggiunge un esperto, il pugliese Vito Palumbo che per gli Antinori è responsabile delle strategie di marketing “probabilmente i viticoltori murgiani, e pugliesi in genere, non riescono a comunicare bene la qualità dei vini che producono e la bellezza dei luoghi dove vigna e ulivo rappresentano un tappeto bellissimo da vedere”.

Pietro Zito

Pietro Zito

Da qui l’idea di Cotarella di raccontare a Milano l’Aglianico, un vitigno veramente difficile da gestire, con una grande degustazione di sei annate di “Bocca di Lupo”, Aglianico doc “Castel del Monte” che Tormaresca produce a Minervino Murge. Sicuramente una bella idea per chi crede nelle potenzialità della Murgia enologica, tant’è vero che per sottolineare le potenzialità di questa fantastica landa della Puglia, nella meneghina N’Ombra de Vin, dove si è svolta la verticale di Aglianico, Cotarella e Palumbo hanno voluto la presenza del miglior testimonial di questa terra, il cuoco-contadino Pietro Zito, del ristorante “Antichi Sapori” di Montegrosso di Andria, che per accompagnare la vendemmia 2012 di Bocca di Lupo (sarà in commercio dall’anno prossimo) ha cucinato le orecchiette di farina di grano arso con fave fresche, erbe di campo e pecorino. Questo è stato il finale di una fantastica verticale accompagnata dal racconto di Renzo Cotarella che, spesso e volentieri, ha lasciato la parola pure a Palumbo.
Tutto è cominciato con la vendemmia 2001, in pratica un uvaggio di Aglianico (90%) e Cabernet Sauvignon (10%) “perché non eravamo sicuri della morbidezza dell’aglianico”, ammette Cotarella,  una delle tre sperimentali – le altre due sono 2004 e 2008 e con Aglianico in purezza – prima di arrivare alla vendemmia 2010 “quando abbiamo capito di avere veramente interpretato l’Aglianico tra le caratteristiche di quello  coltivato nelle confinanti vigne del Vulture – più tannico, più speziato e con accentuati sentori floreali – e quello irpino, nel quale prevale il frutto rosso”, ha raccontato Cotarella. Aggiungendo: “Sulla Murgia, quasi una sorta di laboratorio naturale, invece, il difficile Aglianico gestito bene in vigna e in cantina, diventa un grande vino da fare invidia alle terre italiane vocate per la produzione di grandi rossi da lungo invecchiamento”. E’ stata poi la vendemmia 2011 a dare la certezza che si era sulla buona strada e la 2012, conferma che un vitigno difficile ed imprevedibile come l’Aglianico è stato finalmente “domato” per il piacere di chi vuole bere bene.

Maria Michele Pizzillo
Newsfood.com

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(dal sito ufficiale tormaresca.it)

01-Bocca-di-lupo_squareB O C C A   D I   L U P O
C L A S S I F I C A Z I O N E
Aglianico
Castel del Monte D.O.C.
UVE
Aglianico 100%
da agricoltura biologica

Selezione proveniente dalla tenuta Bocca di Lupo in Minervino Murge (BT)

A N N A T A 2011
L’annata 2011 nella zona di Castel del Monte, dove si trovano i vigneti di Bocca di
Lupo, ha avuto due fasi ben distinte: la prima, da marzo a luglio, con un decorso
climatico piuttosto freddo e con piogge frequenti che ha determinato un ritardo
delle prime fasi vegetative; la seconda, a partire dai primi giorni di agosto, con
andamento climatico caldo e asciutto, protrattosi fino al termine della vendemmia,
che ha consentito un recupero del ciclo vegetativo e una maturazione ottimale
delle uve.
La raccolta delle uve di Aglianico dei nostri vigneti è iniziata il 5 ottobre e si è
protratta fino al 20 del mese con risultati qualitativi di alto livello.
La vendemmia 2011 può essere sicuramente ricordata come una delle migliori per
l’eccellenza della qualità finale dei vini ottenuti.
P R O D U Z I O N E
Le uve sono state raccolte al giusto grado di maturazione, in modo da esaltare il loro potenziale fenolico. Dopo la pigiatura, la fermentazione è avvenuta in serbatoi di acciaio inox, ad una temperatura non superiore a 25 – 27 °C.
La macerazione, gestita con follature, delèstage e brevi rimontaggi al fine di
effettuare un’estrazione graduale e delicata, è stata protratta per 15 – 18 giorni.
Dopo la svinatura il vino è passato direttamente in barriques di rovere, principalmente francese, dove ha effettuato la fermentazione malolattica, permanendovi 15 mesi prima di essere imbottigliato. E’ seguito un ulteriore periodo di 24 mesi di affinamento in bottiglia.
G R A D A Z I O N E   A L C O L I C A
14,5 % vol.
N O T E   D E G U S T A T I V E
Colore: Rosso rubino scuro
Profumo: Ampio, intenso e complesso. Si susseguono nell’ordine note di frutta
rossa, spezie dolci, tabacco e cacao. Ben espresse e piacevoli le note balsamiche sul
finale.
Sapore: Vino di grande corpo, giustamente tannico, armonico, elegante e con
finale estremamente persistente.
T E M P E R A T U R A   D I   S E R V I Z I O
20°C
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