Renato Invernizzi, Antonino Cannavacciuolo, Nicola Savino: tris vincente per il Gorgonzola Dop

Renato Invernizzi, Antonino Cannavacciuolo, Nicola Savino: tris vincente per il Gorgonzola Dop

 

Il presidente del Consorzio del formaggio Gorgonzola, Renato Invernizzi, lo chef Antonino Cannavacciuolo e il presentatore tv Nicola Savino, si è rivelato un trio talmente affiatato da fare faville. Conquistando numerosi applausi. Tutto è avvenuto a Milano, in occasione dell’annuale assemblea soci del Consorzio per la tutela del formaggio Gorgonzola Dop, per fare, come si suol dire in questi casi, il punto della situazione e valutare lo stato da salute di questo prodotto unico e particolare. E, così, il presidente Invernizzi ha illustrare i dati di produzione e l’attività svolta dal Consorzio per valorizzare e tutelare il Gorgonzola Dop, con una sequela di numeri, positivi però, per niente noioso, grazie alle simpatiche interruzioni di Savino, chiamato a gestire il talk che ha visto anche il coinvolgimento del consulente scientifico del Consorzio, Erasmo Neviani e della nutrizionista Samantha Biale che hanno sfatato numerosi miti sul Gorgonzola dal punto di vista nutrizionale. La Viale, poi, ha detto che il Gorgonzola va inserito senza problemi anche nell’alimentazione dei più piccoli e ha sottolineato come un etto di Gorgonzola abbia la stessa quantità di colesterolo (70 mg) di un etto di carne magra di vitello, di fuso di tacchino, di pollo (senza pelle), di bresaola o di orata o branzino di allevamento. E, poi, il Gorgonzola è naturalmente privo di lattosio. Una “bomba”, supportata da fonti scientifiche. Che insieme ai numeri positivi elencati da Invernizzi, ha inorgoglito il sindaco di Novara, Edoardo Canelli, che ha voluto rivendicare  la “novaresità” del Gorgonzola.
Vediamoli, intanto, i numeri presentati dal presidente del Consorzio. Partendo dallo scenario europeo con i formaggi che hanno registrato un aumento del 2%. “Se i Paesi maggiori come Italia, Germania e Francia hanno visto rallentare leggermente le loro produzioni – ha detto Invernizzi -, Spagna (+37%), Grecia (+23%) e Ungheria (+13%) hanno invece registrato considerevoli aumenti rispetto all’anno precedente. Però dal 2009 ad oggi la produzione di Gorgonzola è in costante aumento”. Infatti, nel 2016 sono state prodotte 4.581.155 forme di formaggio con una variazione sull’anno precedente che porta il segno positivo a +1,78%. Scomponendo, poi, il dato italiano, si scopre che l’area piemontese prevale quantitativamente su quella lombarda: il 68,5% delle forme prodotte proviene, infatti, dalle province di Novara, Vercelli, Cuneo, Biella, Verbano-Cusio-Ossola e il territorio di Casale Monferrato; poco meno di un terzo della produzione rimane quindi alle 10 province lombarde incluse nella zona consortile di produzione (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza, Pavia e Varese).
Entrando nei dettagli, emerge che cresce la nicchia rappresentata dal piccante, soprattutto al Sud. Il Gorgonzola dolce rimane sempre la tipologia più consumata, ma quella piccante si configura ormai come una vera eccellenza da gourmet, la cui produzione è in continua crescita e arriva all’11,27% del totale. “Gli acquirenti di questa tipologia aumentano al Nord, ma è al Sud dove si consuma di più. Una curiosità: il Gorgonzola Piccante è preferito dai 65 anni in su – ha detto Invernizzi -. La tipologia “bio” ha avuto un aumento di circa 10 mila forme, ma riguarda sempre una quota di mercato circoscritta, pari a 34 mila forme sul totale (0,74%)”.
In aumento anche il consumo di Gorgonzola: 2,4%. Crescono le famiglie acquirenti nel Nord ovest, mentre soffre l’area Nord est e calano sensibilmente il centro e la Sardegna. Interessante la crescita delle famiglie acquirenti al Sud. Il consumo dei formaggi in generale negli ultimi 15 anni, secondo Istat, è aumentato del 23% in linea con l’aumento dei consumi domestici (+25%) che, può essere interessante notare, sono comunque leggermente inferiori agli acquisti compiuti fuori casa. Vale a dire, gli italiani continuano a spendere per il cibo, ma lo preparano meno in casa prediligendo sempre più locali e ristoranti. Le modalità di acquisto nella grande distribuzione, oltre al prodotto a marchio, si orientano anche al banco sia verso il prodotto sfuso venduto a peso sia verso quello in formato take-away. La prima è pari al 42%, mentre il take away continua ad aumentare: rappresenta il 44% dei volumi totali.
Attualmente il Gorgonzola viene esportato in ben 76 paesi nel mondo. Dice il presidente Invernizzi: “Per un prodotto di cui il 36% della produzione vola verso i mercati esteri, i dati sull’export sono importanti. Non diminuisce la voglia di Gorgonzola fuori dai confini nazionali: l’esportazione verso i mercati mondiali cresce circa del 9% . In generale le esportazioni dei formaggi italiani negli ultimi 15 anni hanno rilevato un aumento del 53% in volume e del 92% in valore; sono stati scoperti nuovi mercati e consolidati quelli storici, ma soprattutto cresce la fiducia del consumatore internazionale nei latticini italiani: sono ben 150 i paesi nel mondo ove vengono consumati. Tra le categorie che hanno più contribuito a questa crescita c’è sicuramente il formaggio Gorgonzola che tra i Dop è quello che più trova apprezzamento all’estero, dopo i due grana”. Il principale mercato resta l’Unione Europea, con un +9,5%. Molto interessante, poi, il caso degli Stati Uniti dove le numerose imitazioni locali, il famoso fenomeno dell’Italian Sounding, sottraggono quote di mercato. Ciò nonostante nel 2016 le importazioni fanno registrare un +46% rispetto all’anno precedente. E, qui, Invernizzi sottolinea che “Al fine di contrastare questo fenomeno e per dare una corretta informazione ai consumatori americani è stata creata una campagna social ad hoc attraverso gli account ufficiali del Consorzio che ha veicolato le caratteristiche e le peculiarità del “vero Gorgonzola”. L’Asia incrementa l’import del 5,4%. Giappone e Corea del Sud si rivelano, i maggiori interlocutori mentre Cina, Vietnam e altri paesi dell’area Asia Sud perdono quote, sicuramente per l’ingresso dei similari americani che sfruttano l’identità del Gorgonzola.
E, qui, si viene a formare il trio, con l’entrata in scena dello chef Antonino Cannavacciuolo. Per definire il personaggio, basta la risposta data al socio che ha chiesto consigli di come fare per conservare il Gorgonzola in frigo e, all’apertura del frigo, non essere investito da profumo accentuato del formaggio. “Semplice – ha risposto lo chef napoletano -, basta mangiarlo subito, così si evita di usare il frigo”. Ad un personaggio così simpatico e dai consigli incredibili, che fai?: rinnovi il contratto di testimonial in presa diretta. Così ha fatto il presidente Invernizzi, annunciando che Cannavacciuolo continuerà con il suo messaggio “Formaggio Gorgonzola: ORGOGLIO ITALIANO”. D’altronde, chi meglio del “massiccio e simpatico” chef pluristellato può raccontare l’emozione che ti da una lacrima di Gorgonzola o di un piatto a base di Gorgonzola dolce accompagnato dal sole e da un calice di vino bianco bello freddo oppure come  schiacciare un pomodoro e versarvi sopra il Gorgonzola, senza dimenticare l’evento “Una deliziosa Follia di Sapori”, che ha visto Cannavacciuolo impegnato a creare diverse ricette che esaltano le qualità del Gorgonzola e del Melone mantovano igp. Insomma, siamo alla poesia Letteral-gastronomica.
A tutto questo grazie anche ad una sorta di recitazione a tre Invernizzi-Savino-Cannavacciuolo e con qualche inserimento della Viale, trasformando un’assemblea di imprenditori in una piacevole serata dove affari e intrattenimento si alternavano piacevolmente.

Maria Michele Pizzillo
Newsfood.com

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