Registri per l'orario di lavoro e le presenze dei lavoratori mobili. Sanzioni per violazioni

D: Siamo una impresa di autotrasporto. L’annotazione nel registro è specifica solo per il personale mobile? Se l’azienda non può farlo giornalmente in quanto non è
previsto il rientro giornaliero nei locali aziendali del lavoratore, come ci si può comportare? Un dipendente ci ha chiesto copia del registro, dobbiamo darglielo?

R: Le imprese di autotrasporti hanno l’obbligo da gennaio 2008 di istituire un apposito registro sul quale deve essere annotato l’orario di lavoro dei lavoratori mobili, Tale registro deve
essere vidimato dalla Direzione provinciale del lavoro, territorialmente competente e deve essere tenuto presso la sede legale dell’impresa per almeno due anni dall’ultimo periodo
registrato.
Il citato obbligo deve essere osservato solo dalle imprese che svolgono attività nel settore degli autotrasporti che però devono tenere i libri obbligatori (registro dell’orario
di lavoro e libro paga – sezione presenze). Tra gli altri obblighi il datore di lavoro ha l’obbligo di informare il lavoratore sulle disposizioni nazionali, sul regolamento interno di impresa,
sugli accordi tra le parti sociali relativi alla disciplina dell’orario di lavoro.

L’annotazione nel registro deve tenere conto solo dei dati riguardanti l’orario di lavoro di personale mobile e basta.
A tale riguardo a corollario delle sue interpretazioni fornite con le Note di gennaio e febbraio 2008 (n. 1625 e 11 febbraio 2008, n. 2319, n. 2321, n. 2322) il Ministero del lavoro ha
precisato che l’orario deve essere annotato ogni giorno, e se l’azienda non può farlo in quanto non è previsto il rientro giornaliero nei locali aziendali del lavoratore, entro il
terzo giorno successivo alla scadenza del termine di pagamento degli stipendi. A tale riguardo ha aggiunto che può essere utilizzato un qualunque registro e di esso copia deve essere
consegnata al lavoratore che la richiedesse. La violazione delle norme è punita con la sanzione amministrativa da 250 a 1.500 euro.

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