Modifiche alle regole sull'ingresso dei comunitari

D: Quali sono le principali modifiche introdotte sull’ingresso dei cittadini comunitari introdotte nel mese di marzo 2008?

R: Le modifiche di cui parla sono quelle introdotte con il DLgs. del 28 febbraio 2008 n. 32 (in Gazzetta ufficiale 1° marzo 2008, n. 52). Tali modifiche sono state apportate al D.Lgs. n. 30
del 2007 e riguardano più specificatamente i criteri di accesso e soggiorno in Italia dei cittadini comunitari con particolare riferimento alle limitazioni all’accesso e
all’allontanamento per motivi di ordine e sicurezza pubblica che elenchiamo:

a) Il cittadino dell’Unione o il suo familiare può presentarsi ad un ufficio di polizia per dichiarare la propria presenza nel territorio nazionale, secondo le modalità stabilite
con decreto del Ministro dell’interno da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Qualora non sia stata effettuata tale dichiarazione di
presenza, si presume, salvo prova contraria, che il soggiorno si sia protratto da oltre tre mesi;

b) Il diritto di ingresso e soggiorno dei cittadini dell’Unione o dei loro familiari, qualsiasi sia la loro cittadinanza, può essere limitato con apposito provvedimento solo per: motivi
di sicurezza dello Stato; motivi imperativi di pubblica sicurezza; altri motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza;

c) I motivi di sicurezza dello Stato sussistono se vi sono fondati motivi di ritenere che la sua permanenza nel territorio dello Stato possa in qualsiasi modo agevolare organizzazioni o
attività terroristiche, anche internazionali e quando la persona da allontanare abbia tenuto comportamenti che costituiscono una minaccia concreta, effettiva e grave ai diritti
fondamentali della persona ovvero all’incolumità pubblica, rendendo urgente l’allontanamento perché la sua ulteriore permanenza sul territorio è incompatibile con la civile
e sicura convivenza.
Ai fini dell’adozione del provvedimento, si tiene conto anche di eventuali condanne, pronunciate da un giudice italiano o straniero, per uno o più delitti non colposi, consumati o
tentati, contro la vita o l’incolumità della persona;

d) I provvedimenti di allontanamento sono adottati nel rispetto del principio di proporzionalità e non possono essere motivati da ragioni di ordine economico, né da ragioni
estranee ai comportamenti individuali dell’interessato che rappresentino una minaccia concreta e attuale all’ordine pubblico o alla pubblica sicurezza. L’esistenza di condanne penali non
giustifica di per sé l’adozione di tali provvedimenti;

e) Nell’adottare un provvedimento di allontanamento, si tiene conto della durata del soggiorno in Italia dell’interessato, della sua età, della sua situazione familiare e economica, del
suo stato di salute, della sua integrazione sociale e culturale nel territorio nazionale e dell’importanza dei suoi legami con il Paese di origine;

f) I titolari del diritto di soggiorno permanente di cui all’articolo 14 possono essere allontanati dal territorio nazionale solo per motivi di sicurezza dello Stato, per motivi imperativi di
pubblica sicurezza o per altri gravi motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza;

g) I beneficiari del diritto di soggiorno che hanno soggiornato nel territorio nazionale nei precedenti dieci anni o che siano minorenni possono essere allontanati solo per motivi di sicurezza
dello Stato o per motivi imperativi di pubblica sicurezza, salvo l’allontanamento sia necessario nell’interesse stesso del minore;

h) Le malattie o le infermità che possono giustificare limitazioni alla libertà di circolazione nel territorio nazionale sono solo quelle con potenziale epidemico individuate
dall’Organizzazione mondiale della sanità, nonché altre malattie infettive o parassitarie contagiose, sempreché siano oggetto di disposizioni di protezione che si applicano
ai cittadini italiani. Le malattie che insorgono successivamente all’ingresso nel territorio nazionale non possono giustificare l’allontanamento.

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