Reggio Emilia: Assemblea dei caseifici aderenti al Consorzio del Parmigiano-Reggiano

Reggio Emilia: Assemblea dei caseifici aderenti al Consorzio del Parmigiano-Reggiano

Reggio Emilia – Un vero e proprio debutto per il Consorzio del Parmigiano-Reggiano. Per la prima volta si sono infatti riuniti in assemblea i caseifici (e non i loro delegati eletti
provincia per provincia) aderenti all’Ente di tutela, con dati di partecipazione inediti ma soprattutto incoraggianti per un sistema lattiero-caseario e un Consorzio che – come ha detto il
presidente Giuseppe Alai – deve puntare sempre alla coesione e alla coerenza dei comportamenti, individuando in essa i punti di forza anche per superare crisi difficili come quella che da anni
investe il comparto.

Ma la coesione, ovviamente, non basta: servono obiettivi chiari che tengano conto dei nuovi scenari con i quali ci si misura (dalla competizione globale agli stili di vita e di consumo, ai costi
legati ad un prodotto che mantiene artigianalità, naturalità e legame esclusivo con il territorio, alla forza della GDO sul piano contrattuale, alle opportunità diverse che
si generano sui mercati internazionali) e, soprattutto, “la capacità – ha detto Alai – di distinguere le cose fattibili dalle velleità, i risultati raggiungibili a beneficio dei
produttori dagli slogan e dai proclami, gli impegni concreti che ciascuno deve assumere senza fermarsi alle intenzioni”.

E le cose sulle quali lavorare non sono mancate nella relazione di Alai e nel successivo dibattito (330 persone presenti all’Ente Fiere di Reggio Emilia, 168 caseifici rappresentati, 25
interventi che si sono protratti fino alle 14,00), alla luce di un piano triennale del Consorzio che ha aperto fronti di riflessioni e di lavoro assolutamente nuovi: dal ruolo del Consorzio in
termini di governo della produzione, alla sua obbligatorietà, all’assunzione del ruolo di Organizzazione Interprofessionale, a proposte di revisione della marchiatura a fuoco, al
disciplinare produttivo, all’organizzazione delle sezioni provinciali, ai rapporti con la GDO, ai piani produttivi, alle attività del laboratorio.

“Un ampio ventaglio di temi – ha detto Alai – che corrispondono ad alcuni obiettivi assolutamente primari: il rafforzamento degli elementi primari della distintività del nostro prodotto,
il contenimento di costi laddove questi non corrispondono più alle attese di un consumatore molto cambiato e quindi non aggiungono nulla al valore del prodotto, un miglior coordinamento
della filiera, un deciso spostamento dell’interesse commerciale sull’export (anche con la conferma di aiuti agli esportatori), una più decisa azione di comunicazione (e non di tradizionale
pubblicità), l’elaborazione di nuovi progetti affidata al lavoro di specifiche commissioni (per le riforme dell’Ente, le relazioni all’interno del sistema, l’export, e poi sviluppo,
promozione, pubblicità e vendite dirette), il rafforzamento della collegialità e l’accelerazione dei processi decisionali”.

“Innovazioni – ha aggiunto Alai – che ci potranno consentire di dare maggior forza non solo e non tanto al Consorzio, ma a tutto il sistema che ruota attorno al Parmigiano-Reggiano e che da esso
trae un reddito che vogliamo concorrere a ricreare e a rendere stabile, consapevoli dei diversi ruoli che debbono in tal senso giocare le istituzioni ad ogni livello, le organizzazioni
professionali e cooperative, i produttori, i caseifici e il Consorzio di tutela”.

Il lavoro su questi temi proseguirà anche attraverso sperimentazioni e ricerche, ma il primo esito – ha detto Alai – deve essere quello di un sistema che si compatta, che ha coscienza
della sua forza e sa superare i suoi limiti, che sa evitare il rischio di allentare l’impegno e l’attenzione di fronte ad un miglioramento delle quotazioni, disperdendo in tal modo proprio i
nuovi elementi propositivi e di coesione che si sono generati in questa difficilissima crisi”.

Una sottolineatura, quella di Alai, tutt’altro che casuale: l’aumento delle quotazioni nelle ultime settimane (circa 40 centesimi/kg., con livelli attorno ai 7,60 euro) rischia di far pensare che
la crisi sia in via di superamento, “ma soprattutto – ha detto il presidente del Consorzio – rischia di far dimenticare che il risultato è frutto di molteplici azioni dirette (e tra questi
i ritiri effettuati dall’Agea e dallo stesso Consorzio, per circa 150.000 forme), di andamenti che continuano a consolidarsi molto bene sull’export (+4,8%), sul calo delle giacenze e sui
consumi interni (+ 0,6%): andamenti non casuali che vanno consolidati con altre azioni condivise e poi applicate con rigore”.

parmigiano-reggiano.it

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