Ravenna: Peschicoltura, un settore in crisi

Ravenna: Peschicoltura, un settore in crisi

Ravenna – Il consiglio provinciale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, presentato da tutti i capigruppo, relativo alla crisi della peschicoltura. Si riporta di seguito
il testo integrale dell’o.d.g.:

Il Consiglio Provinciale di Ravenna, riunito in data 21 luglio 2009, constatato che

  • l’andamento climatico dei mesi scorsi ha provocato una sovrapposizione dei calendari di maturazione di pesche e nettarine con consistente forte offerta di prodotto concentrata in un periodo
    ristretto;
  • l’estate piovosa e non particolarmente calda deprime in Italia ed in Europa i consumi già peraltro in di munizione a causa della recessione generale;
  • molte industrie di trasformazione non hanno ancora iniziato a ritirare il prodotto per la produzione di succhi di frutta

rileva che il risultato di questo stato di cose è un forte deprezzamento, con prezzi all’origine particolarmente bassi, tali da non assicurare – in assenza di un adeguato recupero –
la remunerazione dei costi di produzione.

Esprime forte preoccupazione per le ripercussioni di questo stato di cose sull’agricoltura locale, sul lavoro e sui redditi delle imprese agricole, sull’occupazione e sull’economia e richiama
tutti – istituzioni locali, governo e forze economiche – a operare per contrastare questa deriva.

Il Consiglio Provinciale di Ravenna fa appello alla collaborazione ed alla responsabilità all’intera filiera del settore frutticolo: organizzazioni dei produttori ortofrutticoli,
industria di trasformazione, grande distribuzione organizzata e allo stesso Ministero delle Politiche Agricole.

Chiede

  • alla distribuzione, un sforzo per la valorizzazione e la visibilità commerciale della produzione regionale e nazionale nonchè un impegno a ridurre i tempi di pagamento dei
    fornitori agricoli, richiesta che si estende anche all’industria di trasformazione.
  • Alle Organizzazioni dei produttori ortofrutticoli di dare piena attuazione alle misure di prevenzione e gestione dei fenomeni di sovraproduzione di pesche e nettarine già concordate
    a livello regionale, con particolare riferimento ai ritiri di prodotto dal mercato da destinare ad attività benefiche o a processi di biodigestione per la produzione di energia
    rinnovabile.
  • Al Ministero, in considerazione della dimensione nazionale ed europea dei problemi di mercato, di affiancare le Organizzazioni dei produttori e le Regioni nell’avvio di un’efficace ed
    immediata campagna di promozione dei consumi di frutta estiva, che coinvolga anche la grande distribuzione, valorizzando le caratteristiche nutrizionali e qualitativa delle nostre produzioni e,
    nel contempo di proporre all’Unione Europea una modifica dei regolamenti comunitari relativi al settore ortofrutticolo per introdurre, a partire dal prossimo anno, la possibilità di
    assicurare il reddito delle imprese ortofrutticole utilizzando, a questo scopo, le risorse del fondo per la prevenzione e la gestione delle crisi di mercato.

Apprezza l’iniziativa, anche se chiaramente insufficiente a contenere gli effetti della crisi, messa in campo della Regione Emilia-Romagna (Assessorato all’agricoltura) per sostenere e
promuovere il consumo di pesche ed assicurare un prezzo minimo al produttore con l’obiettivo di tenere insieme produttori e grande distribuzione al fine di mettere in campo tutte le strategie
utili e necessari all’offerta di un prodotto di elevata qualità ad un prezzo contenuto per i consumatori.

Denuncia

  • Lo stato di rischio delle imprese agricole soprattutto ad indirizzo peschicolo;
  • L’effetto devastante delle campagne di vendita sottocosto delle produzioni agricole di pregio (le pesche nettarine sono Igp).

Il Consiglio Provinciale di Ravenna chiede al Governo

  1. Più attenzione per l’agricoltura e per gli imprenditori agricoli, per quello che sono e per quello che fanno a favore della nostra salute, delle qualità del nostro cibo e
    dell’integrità del nostro territorio;
  2. Risorse necessarie ad assicurare le colture a canoni sopportabili (per il 2008 mancano 95 milioni di euro e per il 2009 non è stato previsto nulla);
  3. Preoccuparsi del rischio delle imprese e soprattutto dei problemi di mercato e del fabbisogno di acqua, privilegiando le produzioni nazionali di pregio

e sollecita il Governo, ad attuare – insieme alle Regioni – efficaci e straordinarie politiche di sostegno e valorizzazione del settore agricolo, utili a contrastare la crisi e a creare le
premesse per il rilancio dell’economia nazionale, nella quale l’agricoltura deve mantenere un peso di assoluto rilievo.

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