Rapporti tra l’Italia e gli altri Stati dell’Unione Europea, un utile memento a proposito, di Achille Colombo Clerici

Rapporti tra l’Italia e gli altri Stati dell’Unione Europea, un utile memento a proposito, di Achille Colombo Clerici

By Giuseppe

Un utile memento a proposito dei rapporti tra l’Italia e gli altri Stati dell’Unione Europea

In questa fase storica dei rapporti tra l’Italia e l’ Unione Europea, è utile ricordare il giudizio espresso al proposito da Romano Prodi e racchiuso in uno stralcio dell’articolo “Molti errori, ma il futuro è l’ Europa” apparso sul Sole24 Ore del 28 dicembre 2018

 

 

A cura di ASSOEDILIZIA informa 

Milano, 9 marzo 2025

Memento.

In questa fase storica dei rapporti tra l’Italia e l’ Unione Europea, è utile ricordare il giudizio espresso al proposito da Romano Prodi e racchiuso in uno stralcio dell’articolo “Molti errori, ma il futuro è l’ Europa” apparso sul Sole24 Ore del 28 dicembre 2018. Prescindiamo dal contestualizzare le osservazioni espresse sull’introduzione dell’Euro, e consideriamole oggettivamente come fotografia dell’evoluzione dei rapporti tra l’Italia e gli altri Stati europei.

<<Questa è stata una delle cause che ha fatto progressivamente mutare il giudizio di molti italiani sulla moneta unica: un cambiamento dovuto non all’Euro ma al modo in cui la sua applicazione è stata messa in atto in Italia. Il progredire dei successivi giudizi negativi si basa soprattutto sul fatto che l’aumento del PIL dei paesi che hanno adottato la nuova moneta è stato inferiore non solo alla crescita media mondiale ma anche a quella dei paesi a più alto livello di reddito come gli Stati Uniti. Un fatto incontrovertibile soprattutto negli ultimi dieci anni. Un fatto tuttavia non attribuibile all’Euro ma al cambiamento della leadership politica europea. Tutti infatti sapevano che una moneta comune doveva essere accompagnata da una politica economica comune. Più volte lo feci presente ai partner europei e ricordo la risposta del cancelliere tedesco Helmut Kohl che replicava: «Tu sei italiano e dovresti sapere che Roma non è stata fatta in un giorno», impegnandosi con questo alla successiva messa in atto di tutte le misure necessarie per fare crescere ed irrobustire l’Euro. Non è stato così. L’Unione Europea ha progressivamente visto prevalere gli interessi nazionali, rappresentati nel Consiglio Europeo, sugli equilibri sovranazionali faticosamente sostenuti dalla Commissione. Non dobbiamo perciò sorprenderci che la forza degli interessi nazionali si sia tradotta nel dominio dei paesi più potenti, tra i quali l’Italia non ha trovato posto a causa del suo debito pubblico. Da un lato quindi abbiamo sofferto per una sciagurata politica di austerità, che ha adottato le regole di Maastricht in modo “stupido” (come ho più volte ripetuto ricevendo valanghe di insulti) e, dall’altro, i guai si sono moltiplicati per effetto di una politica italiana che pensava si potessero ignorare totalmente queste regole, mentre era invece possibile tenerne conto pur nel rispetto dei nostri interessi.>>

di Achille Colombo Clerici

Achille Colombo Clerici

 

 

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