Raddoppiare entro il 2050 la produzione agricola mondiale

Raddoppiare entro il 2050 la produzione agricola mondiale

Il «G-14» promosso da Fipa e Cia si è concluso con una risoluzione consegnata al ministro Luca Zaia che la porterà al «G-8»
agricolo che inizia domani in provincia di Treviso. Il presidente Giuseppe Politi sottolinea l’esigenza di strategie condivise per combattere la fame, la povertà e le emergenze alimentari.
Regole certe per riequilibrare i mercati internazionali e contrastare le speculazioni sui prezzi delle materie prime agricole. Un uso razionale della risorsa acqua. Più investimenti
agricoli nei paesi in via di sviluppo.

Raddoppiare la produzione agricola mondiale per soddisfare i bisogni di una popolazione che nel 2050 sarà di 9 miliardi di persone; aumentare gli investimenti per incrementare la
produttività agricola nei paesi in via di sviluppo; individuare una strategia comune per limitare il drammatico impatto delle crisi alimentari; regole certe per riequilibrare i mercati;
priorità alla disponibilità e all’uso efficiente dell’acqua; adattare l’agricoltura ai mutamenti climatici; tutelare i redditi degli agricoltori. Sono questi alcuni dei principali
punti della risoluzione scaturita dal «G-14» degli agricoltori che si è svolto oggi a Pieve di Soligo (in provincia di Treviso) su iniziativa della Fipa (Federazione
internazionale dei produttori agricoli) e della Cia-Confederazione italiana agricoltori.

Un vertice dove sono stati affrontati i principali temi dell’agricoltura mondiale e la risoluzione emersa è stata consegnata al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali
Luca Zaia che porterà questo importante contributo al «G-8» agricolo che si svolge da domani a lunedì 20 aprile a Cison di Valmarino (Treviso) promosso dal nostro
governo.

La risoluzione – come hanno spiegato la vicepresidente del Comitato esecutivo della Fipa Elisabeth Gauffin e il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi che hanno coopresieduto i lavori –
è il frutto di un intenso confronto tra le organizzazioni agricole mondiali che, prima dell’incontro ministeriale, hanno voluto portare il loro contributo di idee e di proposte per cercare
di risolvere problemi drammatici, a cominciare da quello della fame che affligge circa un miliardo di persone nel Pianeta. Un contributo da sottoporre all’attenzione del «G-8» di
domani che, a sua volta, lo porterà all’incontro degli «otto grandi» in programma per il prossimo mese di luglio alla Maddalena.

«Non a caso – ha commentato Politi – abbiamo plaudito l’iniziativa del governo italiano e l’impegno svolto dal ministro Zaia al quale abbiamo chiesto, in qualità di presidente della
riunione dei ministri dell’Agricoltura del «G-8», di trasmettere quanto scaturito dal nostro incontro. Incontro dal quale è emesso chiaro un messaggio: al cuore della soluzione
della sicurezza alimentare ci sono gli agricoltori; sono essi che coltivano, seguono gli allevamenti, gestiscono i terreni e salvaguardano le risorse naturali. Dunque, non ci può essere
sicurezza alimentare senza sicurezza degli agricoltori».

D’altronde, proprio il tema del «G-14» degli agricoltori (al quale sono intervenute delegazioni delle organizzazioni agricole di Francia, Italia, Germania, Regno Unito, Usa, Canada,
Giappone, Russia, Cina, India, Brasile, Messico, Sud Africa, Egitto e quella della Repubblica Ceca in qualità di presidente di turno dell’Ue) è emblematico in questa direzione:
«Agricoltori alla base del sistema agroalimentare». Quindi, gli agricoltori devono riacquistare un ruolo centrale e divenire interlocutori privilegiati nelle decisioni che riguardano
la crescita e lo sviluppo dell’agricoltura mondiale. Sono aspetti che la risoluzione finale del «G-14» mette in chiara evidenza.

«Abbiamo sottolineato – ha rilevato Politi, che ha partecipato ai lavori anche in qualità di membro del Comitato esecutivo della Fipa e di presidente del Comitato Mediterraneo della
stessa Fipa – che i governi devono lavorare con le organizzazioni agricole e devono avere obiettivi mirati. Ciò è necessario affinché l’agricoltore sia considerato al centro
dell’azione e affinché i sistemi agricoli sostenibili possano creare occupazione, proteggere gli eco-sistemi, fornire alimenti salubri e nutrienti a prezzi equi».

Nella risoluzione del «G-14» si rileva anche che gli agricoltori dovranno raddoppiare la produzione alimentare mondiale entro il 2050. Ciò richiede un piano di azione globale
«per aumentare la produzione agricola in maniera ambientalmente-sostenibile, economicamente-praticabile e socialmente-responsabile». Le politiche agricole non devono più
trascurare il ruolo degli agricoltori, specialmente dei piccoli agricoltori. Devono far sì che la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile divengano realtà.

Si evidenzia anche che il cambiamento climatico e la crescente volatilità dei mercati metteranno a rischio l’offerta alimentare regionale e globale. I mezzi di sussistenza di centinaia di
milioni di persone nei paesi in via di sviluppo saranno minacciati. Nuovi investimenti, incentivi ed innovazioni – si dice nella risoluzione – sono necessari per rendere gli agricoltori
più resistenti agli shock e fornire una maggiore produzione agricola in modo sostenibile.

D’altra parte, le crisi globali alimentari e finanziarie hanno mostrato quanto sia importante avere regole multilaterali per assicurare che i mercati lavorino correttamente e la speculazione
venga controllata. I mercati – si legge nella risoluzione – hanno bisogno di operare in modo leale e con una maggiore regolamentazione dell’ atteggiamento anti-competitivo dei supermercati.
Più risorse sono necessarie per rafforzare la capacità degli agricoltori di essere meglio organizzati sul mercato e di cooperare a livello internazionale nella gestione del
mercato.

La risoluzione finale del «G-14», dopo aver sostenuto che le organizzazioni agricole a livello nazionale e la Fipa a livello internazionale sono pronte a esercitare pienamente il loro
ruolo come partner nelle nuove strategie di sicurezza alimentare – inclusa la consultazione delle parti interessate – per aiutare gli agricoltori di sussistenza a diventare imprenditori ed ad
operare per uscire dalla povertà, si conclude con un monito.

«Se i Governi non attribuiranno priorità, nello sviluppo dei piani, agli investimenti all’agricoltura dei piccoli agricoltori, il numero delle persone che soffrirà la fame
come effetto della povertà aumenterà ben oltre un miliardo nel corso del prossimo anno, e occorrerà affrontare un’altra «crisi dei prezzi alimentari». Con la
coraggiosa leadership del «G8», l’input diretto delle organizzazioni agricole e dalle istituzioni internazionali, si potrà prevenire tutto ciò».

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