Racconti Preziosi di Gerardo Sacco

L’intento della mostra è quello di predisporre un modo nuovo di presentare e comunicare le opere dell’orafo-artista, noto a tutti come l’orafo delle dive, in quanto ideatore di fastosi
gioielli di scena realizzati per il cinema, il teatro e la televisione.

Si potranno ammirare stili, epoche, etnie e costumi di alcune delle regioni Italiane, in un percorso che si racconta attraverso l’oro, l’argento e le pietre preziose:
I Pupi siciliani che hanno affascinato l’artista bambino, sono diventati pendenti con brevetto mondiale, per far rivivere le battaglie, le armi e gli amori dei personaggi cavallereschi de
«l’opra dei pupi»;

Il satiro danzante di Mazara del Vallo, che il tempo aveva mutilato nella sua plasticità di forme, con Sacco ritorna a danzare con una perfetta resa dei particolari;
L’antica Paestum, con i suoi antichi scavi, rivive attraverso l’interpretazione personale dell’artista, con oggetti d’arredo e gioielli che riproducono le antiche metope.

I graffiti della Val Camonica, con Sacco, diventano gioielli che sanno interpretare i gusti più moderni;
Fibule, monili e gioielli sapranno, come una macchina del tempo, trasportare il visitatore nell’antica Magna Grecia con i suoi miti e le sue leggende, facendo riaffiorare il mitico Olimpo sede
degli antichi dei;
I gioielli in perfetto stile Arberesche: popolo albanese trapiantato in Calabria nei primi del novecento, che con i suoi ricami ispira gioielli di inusitata bellezza;
Gli argenti popolari, che attingono alla cultura contadina del mediterraneo, diventano oggetti d’arredo per le case più moderne e fondono, a volte, il metallo lunare con le antropomorfe
ceramiche Calabresi;
I misteri degli abissi riaffiorano con la nascita del corallo, per opera del sangue di medusa, con pezzi unici dedicati al mare;
Il cinema, il teatro, e la televisione raccontati attraverso i gioielli che l’artista ha creato per i più grandi registi e dive, del panorama internazionale?
Un percorso attraverso il quale il visitatore ripercorrerà le sue radici storiche attraverso l’arte, la bellezza e la cultura.
Gerardo Sacco nasce a Crotone nel 1940. Inizia a lavorare, sin dall’età di otto anni, presso la bottega di un barbiere; pochi mesi dopo, del tutto casualmente, è assunto come
garzone nel laboratorio di un orefice dove scopre la sua vera vocazione.
Estremamente incuriosito dal materiale prezioso, si appassiona al nuovo mestiere, che gli offre la possibilità di soddisfare la sua sete di conoscenza e di realizzarsi, creando. Dopo
aver appreso i rudimenti dell’arte orafa, a 24 anni, decide di recarsi a Valenza Pò per apprendere le tecniche e i processi di lavorazione dell’oro in serie. Allo stesso tempo, frequenta
alcuni corsi serali presso un istituto d’arte, dove completa la sua formazione, studiando storia dell’arte e perfezionando le sue cognizioni di gioielleria, geometria e gemmologia.

Nel 1966 Sacco torna a Crotone e fonda la sua «bottega». La sua ricerca parte dalla tradizione dell’oreficeria greca antica e spazia continuamente dall’arte bizantina a quella
rinascimentale e barocca, approdando ad esiti originali che affondano le loro radici nel ricchissimo background culturale di tutto il bacino del mediterraneo.
Nel 1969 realizza il suo primo campionario, con il quale ottiene riconoscimenti a livello nazionale: vince il decimo premio alla Mostra dell’Artigianato Orafo di Firenze, l’Oscar
dell’Artigianato alla Mostra di Sanremo ed altri premi. La fama di Gerardo Sacco si diffonde rapidamente negli ambienti orafi, ed anche i gioiellieri più famosi, come Van Cleef e
Tiffany, apprezzano le sue creazioni. Sacco organizza e partecipa a mostre, sia in Italia che all’Estero, come alI’EXPO di Lisbona, in occasione della quale crea «I gioielli del
mare», manufatti che successivamente saranno esposti alla Biennale del Mare di Napoli.
Le sue opere vengono apprezzate in tutto il mondo e sono esposte nei musei di diverse città italiane come: Napoli, Verona, Venezia, Chieti, Crotone e nel Museo di Castel Sant’Angelo a
Roma; in vari Istituti Italiani di Cultura all’estero come quello di Londra, Parigi, Los Angeles, New York, Monaco, Stoccolma, Copenaghen etc.

Realizza per Franco Zeffirelli i gioielli per «L’Otello» con Katia Ricciarelli e Placido Domingo, per «Il Giovane Toscanini» con Elizabeth Taylor, per
«l’Amleto» con Glenn Close, Mel Gibson. Per il teatro, sempre con la regia di Franco Zeffirelli, Sacco firma i gioielli di scena de «L’Aida» all’Opera di Roma e del
«Don Carlos» con Luciano Pavarotti in scena alla Scala di Milano.
Gioielli di scena creati e firmati appositamente da Gerardo Sacco si ritrovano nei film di Pasquale Festa Campanile «Uno Scandalo Perbene» con Ben Gazzara e Giuliana De Sio; in
«Immortal beloved» con Isabella Rossellini e Gary Oldman, e; in «Anna Karenina» con Sophie Marceau; sono di Sacco i gioielli del film «N» io e Napoleone film
di Virzì interpretato dalla splendida Monica Bellucci
Gioielli per la Tv creati da Sacco sono stati realizzati per «Piccolo Mondo Antico» con Claudia Pandolfi e Virna Lisi, «Orgoglio» con Elena Sofia Ricci e Gabriella
Passion, «la Freccia Nera» con Martina Stella e Riccardo Scamarcio.
Grazie alle sue creazioni religiose, da ultime quelle legate al V centenario della morte di San Francesco di Paola e quelle sull’icona della Madonna di Capocolonna, Sacco risulta oggi essere
uno degli orafi più rappresentati nei Musei Vaticani

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