Giovanni Fattori tra epopea e vero
16 Aprile 2008
20 sezioni, circa 290 opere e altrettante testimonianze per la più organica retrospettiva realizzata su Giovanni Fattori negli ultimi decenni.
Livorno – Cent’anni fa mancava Giovanni Fattori e la sua città natale, Livorno, ha voluto ricordare il suo artista più famoso dedicandogli un’amplissima ed organica
retrospettiva.
Andrea Baboni, curatore della grande mostra, è riuscito a far convergere su Livorno non solo un numero veramente impressionante di opere ma anche quadri che, pur essendo molto noti agli
studiosi, non venivano concessi per esposizioni pubbliche da molti decenni. Opere custodite in salotti privati o caveau che qui vengono, finalmente, offerte all’ammirazione del pubblico.
In due sedi (gli eleganti Granai di Villa Mimbelli e la stessa Villa-Museo), unite tra loro da un magnifico giardino storico, la mostra allinea ben 290 opere di Fattori e altrettanti documenti
(foto d’epoca, taccuini di schizzi, il medagliere che raccoglie le onorificenze che in tutta Europa e nel nord America vennero conferite all’artista, oggetti che ispirarono alcuni dei sui
quadri più famosi, il torchio con cui iniziò a stampare e con cui approntò le prime tirature all’acquaforte, la poltrona su cui fu ritratta la terza moglie, la cassetta dei
colori ed altro).
Il tutto suddiviso in 20 sezioni, diciotto delle quali ospitate nei Granai e due, quelle riservate alle opere monumentali del maestro come L’epopea risorgimentale, le ampie tele di
battaglia e Il soggiorno alla Marsiliana, Lo studio dei butteri, all’interno dei saloni di Villa Mimbelli. Qui, concluso il percorso dell’imponente mostra, Fattori
continuerà idealmente a dialogare con le opere di altri maestri della Macchia stabilmente esposte nel Museo Fattori ospitato dalla Villa, invitando quindi il visitatore, dopo aver
ammirato il «tutto Fattori», ad un confronto con il momento artistico di cui egli fu certo il protagonista ma non l’unico esponente.
Ciascuna sezione è introdotta da un presentazione curata da Andrea e Francesca Baboni.
Giovanni Fattori tra epopea e vero, realizzata in coproduzione tra il Comune di Livorno e Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno, è dunque un’esposizione che presenta
Fattori nell’interezza e nella complessità tematica da lui sperimentata: a partire dagli inizi accademici ai primi studi militari, dalle più vaste tele di battaglia, alle
sintetiche, liriche tavolette degli anni 1865-1875, ai mirabili ritratti, ai grandi quadri di butteri, sino a toccare tutti gli aspetti del vero, dal paesaggio alla figura, comprese le opere
che aprono al nuovo secolo, dipinti dalle cadenze vagamente espressioniste, dove figure come isolate in uno spazio senza tempo, rimandano al dramma esistenziale dell’uomo del Novecento.
«Dalla mostra emerge – afferma il curatore, professor Baboni – una grandezza, quella fattoriana, fondata sulla complessità di una produzione ricca di tante sfaccettature, in cui i
più alti raggiungimenti stilistici affiorano lungo tutto l’ampio arco creativo, nell’utilizzo delle più svariate tecniche : alla mirabile efficacia del robusto disegnatore, va
affiancato il momento riassuntivo ed intimo delle acqueforti nel cui formato l’artista riprende e reinventa, con energia costruttiva sempre nuova, i suoi temi come asciugati dal superfluo e
scavati al comune denominatore di una faticosa esistenzialità, non frammenti, ma in tutto organismi autonomi».
Questi i titoli delle 20 sezioni in cui si articolerà l’esposizione: Studi di figure. I primi ritratti 1859-1865. Primi studi di temi militari 1859-1865. L’epopea risorgimentale:le ampie
tele di battaglia 1860-1870. Le tematiche agresti:classicità della figura e sentimento elegiaco della natura 1861-1866. Le abbreviate sintesi dal vero 1862-1870. Concitazione e movimento
nelle composizioni militari degli anni settanta 1865-1880. Il periodo di Castiglioncello 1867-1875. Gli accampamenti militari 1868-1880. Vedette e pattuglie 1870-1880. La poesia dei campi:
erbaiole e fascinaie 1870-1890. Il primo periodo romano. La poesia dei muri bianchi 1871-1880. Riflessi d’acqua: l’Arno, Antignano, Livorno 1870-1890. I luoghi dell’anima 1870-1895. La fatica
quotidiana 1870-1900. Lo studio degli animali 1875-1890. Figure e ritratti della maturità 1875-1900. Scene di vita urbana 1880-1885. Il soggiorno alla Marsiliana: lo studio dei butteri
1880-1895. Esplorazioni e manovre 1880-1900. Le disillusioni e l’isolamento 1890-1900.




