Quote latte, Zaia in Aula: in Europa abbiamo agito a sostegno dell’intero settore

Quote latte, Zaia in Aula: in Europa abbiamo agito a sostegno dell’intero settore

“Il negoziato europeo che si è chiuso lo scorso novembre non riguardava le quote latte ma la riforma dell’intera Politica agricola comune”.

Lo ha ribadito il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, il 23 marzo a Montecitorio per la discussione generale sul ddl di conversione in legge del decreto sulle
quote latte, emendato dalla Commissione agricoltura della Camera.

“Si è trattato quindi, ha spiegato Zaia, di un negoziato molto più complesso di quello che maldestramente si dice durante le assemblee degli allevatori. Con il Piano di sviluppo
rurale, ha aggiunto il Ministro, sono stati destinati alle Regioni fondi e modalità di intervento importanti”.

Per quanto riguarda il decreto quote latte “il principio fondamentale, ha continuato Zaia, è di non aumentare la produzione e va ricordato che quella degli splafonatori esiste e non
può essere ignorata: deve essere contabilizzata perché è sul mercato”.

“Il latte, ha detto Zaia, è venduto sul mercato a 18 centesimi al litro: il prezzo però non dipende dal decreto. Manca ormai una manciata di giorni ad aprile e alla distribuzione
di nuove quote ad oltre 17 mila aziende. L’Europa è con noi, come ha riaffermato anche oggi la commissaria Fisher Boel ed è bene ricordare che la Ue esiste anche quando ci
sostiene, non solo quando striglia l’Italia”.

“Il Decreto legge, attraverso la rateizzazione onerosa, ha spiegato ancora il Ministro, è il modo concreto di andare all’incasso di una multa pari ad un miliardo e 671 milioni di euro,
allo stesso tempo praticando con rigore un’equa relazione con i produttori. Dobbiamo chiudere le partite del Fondo di solidarietà nazionale e del Servizio contributi agricoli unificati”.

Il titolare del dicastero di via XX settembre ha ringraziato infine la commissaria europea all’Agricoltura Mariann Fischer Boel “per aver sostenuto e difeso ancora una volta la bontà
degli accordi raggiunti con quel negoziato”.

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