Quote latte: la rinuncia al contenzioso resta un punto indispensabile

Quote latte: la rinuncia al contenzioso resta un punto indispensabile

«Il decreto sulle quote latte, già modificato dal Senato, deve essere ulteriormente corretto durante l’iter alla Camera. Per noi resta un punto indispensabile la rinuncia al
contenzioso che deve avvenire contemporaneamente all’assegnazione delle quote aggiuntive. Non ci possono essere né si, né ma. Bisogna tutelare gli allevatori che hanno rispettato le
regole e che in questi anni hanno investito anche con grandi sacrifici». E’ quanto sottolineato dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi per il quale il
provvedimento deve rispondere in maniera concreta alle esigenze dei produttori.

Per Politi è indispensabile che l’aula di Montecitorio introduca valide correzioni proprio per evitare squilibri ed ingiustizie. Per la Cia «occorre, fra l’altro, un’adeguata
previsione di risorse finanziarie, disponibili già nel corso del 2009, per le misure di accompagnamento per la zootecnia da latte, da destinare prioritariamente ai produttori che hanno
acquistato o preso in affitto quote dal 1995/96 in avanti».

Non solo. «Il Fondo per i produttori di latte che hanno investito per incrementare la propria produzione -afferma il presidente della Cia- deve essere aumentato nella dotazione finanziaria.
I 35 milioni attualmente previsti sono insufficienti ed, oltretutto, tolgono risorse ad altri settori agricoli».

Inoltre, per Politi sono fondamentali l’assegnazione dell’intera quota B ridotta e l’esigenza di prevedere quantitativi di quota aggiuntiva per tipi di aziende o aree territoriali che hanno
bisogno di sviluppo.

Per questo motivo il presidente della Cia ribadisce la massima attenzione per l’iter parlamentare che si è aperto alla Camera. «Le modifiche che sono state introdotte da Palazzo
Madama, anche grazie alla mobilitazione che la Confederazione ed altre organizzazioni hanno sviluppato sull’intero territorio nazionale, hanno migliorato in modo importante l’originario decreto
presentato dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, che era inaccettabile. Ora le nostre proposte, inviate a tutti i gruppi parlamentari, possono far diventare
questo provvedimento equo per tutti i produttori di latte, mettendo finalmente la parola fine a questa annosa questione».

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