QUARTO OGGIARO, QUARTIERE POPOLARE IN EVOLUZIONE
29 Aprile 2026
Quartiere densamente popolato, in poche decine di anni è nato sulla campagna milanese ingoiando campi, cascine, rogge, strade sterrate, alberi.
“Là dove c’era l’erba ora c’è una città, e quella casa in mezzo al verde ormai dove sarà?” La celebre canzone che Celentano ha dedicato alla via Gluck calza a pennello per l’intero quartiere,
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I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità
QUARTO OGGIARO, QUARTIERE POPOLARE IN EVOLUZIONE
di Ben Sicchiero
“Là dove c’era l’erba ora c’è una città, e quella casa in mezzo al verde ormai dove sarà?” La celebre canzone che Celentano ha dedicato alla via Gluck calza a pennello per un in intero quartiere, Quarto Oggiaro, densamente popolato, che in poche decine di anni è nato sulla campagna milanese ingoiando campi, cascine, rogge, strade sterrate, alberi. Si sono salvati soltanto Villa Scheibler e la chiesetta dei santi Nazzaro e Celso.
Quarto Uglerio, questo l’antico nome del primo insediamento (anni 1000-1200) faceva parte del comune di Musocco, poi inglobato da Milano nel 1923, composto da cascina e da qualche villa nobiliare. Si sviluppava lungo vie rurali che collegavano Milano con l’area nord-occidentale. Il terreno fertile, la vicinanza al grande mercato di Milano, la presenza di acque e rogge fondamentali per l’irrigazione e forza motrice per i mulini ne facevano un’area ricca e tranquilla
Per secoli, fino al ‘900, Oggiaro forniva a Milano cereali, foraggi, ortaggi, bovini, in quanto le cascine costituivano unità produttive autosufficienti e il di più alimentava la vicina città. Tra le cascine storiche Caimera, Malpensata, Oggiaro.

Tra gli edifici storici e religiosi, c’erano la chiesa dei Santi Nazario e Celso di origini medievali, riferimento religioso e sociale della comunità; e Villa Scheibler costruita nel 1700 su una struttura più antica, “villa di delizia” come venivano definite allora le residenze di campagna aristocratiche, dotata di un ampio parco giardino agricolo e ornamentale, oggi polmone verde pubblico del quartiere. La villa ha subito diverse trasformazioni nel tempo: da residenza nobiliare ad uso agricolo, degradata nel ‘900, recuperata qualche decennio dopo ed oggi sede di attività sociali e culturali.
La notorietà negativa di Quarto Oggiaro, definito il “bronx” di Milano, nasce con il boom edilizio degli anni ’50-’70 quando, con l’industrializzazione, arriva una massiccia immigrazione dal Sud Italia.
Nel 1954 vengono costruite le prime case popolari e in breve diventa uno dei più grandi quartieri di edilizia di Milano: un quartiere-dormitorio senza negozi né servizi né comunicazioni con il centro città, isolato com’è da una vera e propria barriera costituita dalle massicciate ferroviarie e da una raffineria.
Isolamento logistico, noncuranza della pubblica amministrazione, hanno aggravato un fenomeno naturale. Nel contesto della forte immigrazione dal Sud si è registrata l’inevitabile presenza e il radicamento di organizzazioni criminali di origine meridionale, che hanno tentato di riprodurre nel nuovo contesto alcune delle proprie pratiche; anche se il nome più famigerato era quello di Renato Vallanzasca che veniva dalla Comasina a fare le rapine. E fino a qualche tempo fa una cinquantina di individui aveva il controllo di vari traffici, tra cui quello delle case popolari.
Oggi Quarto Oggiaro ha quasi fatto dimenticare il soprannome di bronx o di ghetto: nuovi palazzi residenziali, il Parco Verga di recente istituzione, nuovo verde, fontane, Piazzetta Capuana pedonalizzata, mercatini, associazioni attive, giochi per bambini, valori immobiliari ancora accessibili, vie commerciali: un quartiere popolare in evoluzione.
Come arrivarci con i mezzi pubblici: Bus 35, 57 – Trenord/Passante: Quarto Oggiaro FN, Certosa FS – Tram: 1, 12.
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