BORSALINO, LA TESTA A MILANO IL CORPO AD ALESSANDRIA
16 Aprile 2026
La boutique del celebre marchio di cappelli Borsalino è attiva in Galleria Vittorio Emanuele II sin dal 1883.
Tra i personaggi celebri nell’iconografia mondiale che hanno indossato un Borsalino: Giuseppe Verdi, Winston Churchill, Benito Mussolini, Gabriele D’Annunzio, Henry Truman, Ernest Hemingway, Napoleone III, Pancho Villa, Giovanni Giolitti, Edoardo VIII d’Inghilterra, Gustavo di Svezia, l’imperatore del Giappone Hirohito, Giovanni XXIII, Giovanni e Umberto Agnelli, Charlie Chaplin…
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I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità
BORSALINO, LA TESTA A MILANO IL CORPO AD ALESSANDRIA
La boutique del celebre marchio di cappelli Borsalino è attiva in Galleria Vittorio Emanuele II sin dal 1883. E’ stata riconosciuta “insegna storica e di tradizione” dalla Regione Lombardia.
La Borsalino è una delle aziende italiane più iconiche nel mondo della moda, famosa soprattutto per i suoi cappelli in feltro. Anche se spesso viene associata a Milano per il suo legame con la moda, in realtà la sua storia nasce altrove, ad Alessandria.

Qui è nato da una famiglia modesta Giuseppe Borsalino. A diciassette anni parte per la Francia: Marsiglia, Aix en Provence, Bordeaux e infine Parigi, in Rue du Temple, dove si fabbricavano cappelli di lusso di pelo di castoro. Rigorosamente a mano. Appresi i segreti dei migliori maestri francesi, nel dicembre del 1856, munito di certificato di mestiere, rientra in Italia. L’anno successivo avvia ad Alessandria un atelier specializzato nella produzione di cappelli in feltro con pelo di coniglio. È una piccola attività artigiana con l’impegno diretto di Giuseppe e del fratello maggiore Lazzaro. Secondo le cronache, il 4 aprile 1857 viene realizzato il primo cappello Borsalino.
Nel 1868 la Borsalino Giuseppe & Fratello ottiene la medaglia di prima classe all’Esposizione di Torino, primo di una lunga serie di riconoscimenti che attestano gli straordinari standard qualitativi raggiunti nell’atelier di Alessandria. Lo studio di nuovi modelli è per Giuseppe Borsalino un’ossessione. Il più importante risultato di questa ricerca è la creazione di un cappello in feltro morbido con fossette anteriori e piegatura sulla corona che unisce eleganza e funzionalità. Questo modello è destinato a rivoluzionare i codici novecenteschi dell’abbigliamento maschile.

Nel 1888 viene inaugurata una grande fabbrica di 20.000 mq nella quale lavorano circa 300 artigiani: perché, anche utilizzando i macchinari più moderni, per il processo di produzione per cappelli di qualità rimane determinante l’abilità umana. La consacrazione internazionale avviene nel 1900 con il Grand Prix all’Esposizione Universale di Parigi.
Sono gli anni nei quali ogni uomo rispettabile deve avere un cappello. Il modello Fedora Borsalino morbido, leggero, modellabile diventa un mito mondiale grazie anche a Hollywood: da Humphrey Bogart in Casablanca, a detective, gangster, uomini d’affari, politici, attori. In parallelo in Europa il cappello Borsalino diventa simbolo della borghesia raffinata, iconizzato anche da Alain Delon e Jean-Paul Belmondo nel film Borsalino. Borsalino diventa il nome generico del cappello elegante, come “Rolex” per gli orologi.
Gli anni ’60-’80 vedono la scomparsa del cappello dalla vita quotidiana. “Colpa” delle automobili – entrare e uscire dall’auto è scomodo con il cappello – ma hanno la loro parte la rivoluzione giovanile, il rifiuto delle regole rigide dell’eleganza.
Ma oggi sta tornando quale scelta stilistica forte. E qui entra in ballo Milano. Con la nascita del sistema moda italiano moderno (Milano Fashion Week, grandi maison, buyer internazionali), tutti i brand di lusso devono “passare da Milano” per essere rilevanti. Borsalino si aggancia a questo circuito. Col tempo, showroom, uffici stile, marketing e distribuzione si trasferiscono a Milano. È qui che si costruisce l’immagine di Borsalino. In sintesi. L’azienda ha la testa a Milano, il corpo nella piemontese Alessandria.
Tra i personaggi celebri nell’iconografia mondiale che hanno indossato un Borsalino: Giuseppe Verdi, Winston Churchill, Benito Mussolini, Gabriele D’Annunzio, Henry Truman, Ernest Hemingway, Napoleone III, Pancho Villa, Giovanni Giolitti, Edoardo VIII d’Inghilterra, Gustavo di Svezia, l’imperatore del Giappone Hirohito, Giovanni XXIII, Giovanni e Umberto Agnelli, Charlie Chaplin, Maurice Chevalier, Gary Cooper, Orson Welles, Anthony Quinn, Yul Brinner, Robert Redford, Warren Beatty, Federico Fellini, Vittorio Gassmann, Alberto Sordi, Leonard Cohen, John Dilinger, Al Capone.
Come raggiungere con i mezzi pubblici la boutique del celebre marchio sita in Galleria Vittorio Emanuele II, 92: Metro: M1, M3; Bus: 50, 57, 60, 65, 96; tram: 12, 14.
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